'Il problema è che in una città come Modena, che è stata gestita in modo quasi militare dal Pci e poi dal Pds fino al Pd, le persone hanno ancora un po' paura ad esporsi perchè qui il partito al potere, oggi il Pd, ha veramente in mano tutto, non solo il Comune. Qui il Pd ha in mano tutte le Fondazioni, la Bper dove il socio di maggioranza è Unipol banca, gli enti principali, la cooperazione, le associazioni di categoria... Allora chi si vuole esporre deve avere voglia, capacità, ma anche mezzi. Deve essere economicamente libero perchè non può correre il rischio di ritorsioni. E allora quanti imprenditori, professionisti, medici sono veramente liberi di candidarsi? Quanti possono dire di non avere il direttore dell'Ausl che poi non fa fare carriera, o la cooperativa che non passa lavoro, o la banca che non eroga affidamenti? Magari poi se uno si presenta non succede nulla, ma questa preoccupazione, questo retropensiero c'è e allora è difficile trovare un candidato disponibile'. Queste le parole del leader del Mir (e capo della corrente di Forza Italia avversa all'asse Aimi-Palmizio) Gianpiero Samorì. pronunciate durante la trasmissione Faccia a Faccia di Tvqui, televisione della quale egli stesso è editore.
Affermazioni di un esponente di rilievo dell'opposizione con ampi mezzi economici (e proprio per questo, in tale logica, libero di esprimersi senza timori) e che è impossibile non tenere in considerazione.Ma allora se questa è la realtà, se davvero a Modena si temono ritorsioni a porsi in modo critico rispetto al Sistema di potere, il quadro che emerge rispetto alla libertà politica nella nostra città è desolante.
Il dibattito ovviamente è aperto e vorremmo che anche altri esponenti dell'opposizione cittadina (e della maggioranza stessa) prendessero posizione su queste affermazioni di Samorì. A Modena chi vuole impegnarsi in politica fuori dal Pd ha paura a farlo?
Leo




