I risultati dello studio – ad oggi quello che a livello mondiale ha coinvolto il più alto numero di pazienti in questo ambito di cura – hanno confermato che un'irradiazione parziale della mammella (solo il letto chirurgico) ha la stessa efficacia in termini di controllo di malattia rispetto all'irradiazione totale della mammella (che ad oggi rappresenta lo standard per queste pazienti), offrendo quindi una terapia in 1 settimana anziché in 3-5 settimane. L’obiettivo fortemente innovativo dello studio, nel ridurre il numero totale di sedute di radioterapia a sole 5, garantisce un percorso di cura più breve per le pazienti, con un miglioramento della loro qualità di vita. Inoltre, questo permette anche di ottimizzare le risorse in ambito sanitario dato che un numero maggiore di pazienti potrà essere trattata nello stesso arco di tempo. 'Abbiamo presentato i risultati relativi all'obiettivo primario dello studio - ha spiegato il dottor Meduri - che hanno confermato nel setting di pazienti analizzate (pazienti con caratteristiche di malattia a basso rischio), che l'irradiazione parziale della mammella consente di ottenere lo stesso controllo locale del trattamento standard di irradiazione totale della mammella e stiamo finalizzando la pubblicazione su una rivista scientifica internazionale di prestigio'. Il progetto, che era nato grazie alla collaborazione tra gli allora direttori della Radioterapia Oncologica dell’Azienda USL di Bologna, Giovanni Frezza , e dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico di Modena, Filippo Bertoni, nell’ambito di un progetto co-finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, ha avuto il supporto metodologico e statistico della cattedra di Statistica di UNIMORE, diretta da Roberto D’Amico.
'La riuscita di uno progetto così ambizioso - spiega Patrizia Giacobazzi direttore pro-tempore della Radioterapia Oncologica dell’AOU Policlinico di Modena - va ricercata nella stretta collaborazione avuta con i Colleghi della nostra Regione, tra cui la Radioterapia dell’Ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia diretta dalla Dott.ssa Cinzia Iotti, che ha dato un importante contributo allo svolgimento dello studio'. 'L’impegno a garantire trattamenti radioterapici di alta qualità scientifica e precisione, uniti alla massima attenzione nella umanizzazione delle cure, - come spiega Elisa D’Angelo direttore dell’Azienda USL di Bologna Ospedale Bellaria - rappresenta l’obiettivo che ha unito le nostre Aziende nel progetto'.




