'Ricordiamo in particolare all’assessore Pinelli che la misura del Reddito di cittadinanza quando è stata introdotta doveva essere temporanea e finalizzata ad incrociare domanda e offerta di lavoro. Ciò non è accaduto ed è diventata un vitalizio, una misura che è servita ad alcuni per guadagnare consenso ed è costata al paese dieci miliardi l’anno. Si è usato l’assistenzialismo per rendere le persone dipendenti e così facilmente manipolabili dal punto di vista del recupero dei voti. E così si è lesa in modo vergognoso la dignità delle persone. Chi ha permesso tutto questo dovrebbe farsi un serio esame di coscienza invece di dare lezioni agli altri - continua Rossini -. Ora si cambia paradigma. Si aiutano le imprese ad assumere i giovani e chi non lavora, e chi non può lavorare viene assistito. La misura dell’assegno di inclusione tutela i più fragili: invalidi, anziani, over 60 in difficoltà e famiglie con minori a carico. Perde l’assegno solo chi è abile al lavoro, ha tra i 18 e i 59 anni e non ha figli minori a carico. Tutto questo era presente già sette mesi fa nella legge di bilancio di dicembre 2022 perciò le polemiche a cui si assiste in questi giorni sono evidentemente strumentali'.
'Come ogni cambiamento andrà seguito e monitorato; il Ministero del Lavoro ha già pubblicato una nota sulla presa in carico degli ex beneficiari del reddito di cittadinanza da parte dei servizi sociali. Anziché fare propaganda politica, i servizi sociali e l’assessorato si preoccupino di collaborare con il Ministero per gestire la fase transitoria nel migliore dei modi e restituire dignità a tante persone' - conclude Rossini.



 (1).jpg)