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'Ritardi sulle liste d'attesa e spesa fuori controllo: Corte dei Conti boccia la Regione'

'Ritardi sulle liste d'attesa e spesa fuori controllo: Corte dei Conti boccia la Regione'

Vignali (Fi): 'Serve un cambio di rotta: meno gettonisti ed esternalizzazioni, più personale stabile, più organizzazione e controllo della spesa'


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'Ancora ritardi sulle liste d’attesa, spesa eccessiva per i medici a gettone e un disavanzo strutturale delle aziende sanitarie di 118 milioni ancora irrisolto: la Corte dei conti esprime un giudizio critico sulla situazione finanziaria della sanità regionale'. Lo dichiara Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia nell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e segretario regionale dello stesso partito, commentando il giudizio di parificazione sul rendiconto 2025 della Regione Emilia-Romagna.

'Sul tema delle liste d’attesa emerge una criticità ancora più grave guardando ai numeri reali – prosegue Vignali –. La performance dichiarata si ferma all’85%, dato già ottimistico perché non include le richieste che non entrano nel sistema di prenotazione. Nonostante questo metodo favorevole, l’obiettivo del 90% non viene raggiunto. Significa che, anche considerando solo la parte visibile, la Regione è lontana dagli standard fissati. Dietro questi numeri ci sono cittadini che attendono mesi per visite, esami e interventi: il sistema costa di più ma non garantisce tempi adeguati. Invece di investire sul personale stabile e valorizzare le competenze, si continua a utilizzare risorse pubbliche in modo inefficiente attraverso consulenze e, fino al 2025, con i medici gettonisti. Il disavanzo di circa 118 milioni resta un problema aperto. La Corte è chiara: il miglioramento non è strutturale ma legato a misure straordinarie. I conti, quindi, non sono realmente in sicurezza e le soluzioni di fondo vengono rinviate'.

'Di fronte a questo quadro, la Giunta non può continuare a minimizzare – conclude – Serve un cambio di rotta: meno gettonisti ed esternalizzazioni, più personale stabile, più organizzazione e controllo della spesa. I cittadini stanno pagando il prezzo con liste d’attesa sempre più lunghe e un sistema che fatica a rispondere ai bisogni. È il momento di assumersi la responsabilità politica e intervenire con decisione'.

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