'Hera non è stata in grado di dare spiegazioni sul motivo per il quale ad esempio a Castelfranco la raccolta differenziata funziona bene con i cassonetti con carta smeraldo e sulle ragioni per le quali non si potrebbe strutturare il sistema in questo modo anche a Modena, caratterizzata da una densità abitativa elevata che causa accumuli di sacchi nelle strade e nelle abitazioni con inevitabile sporcizia e pericolo per la salute pubblica', continua Rossini
'Hera non ha risposto sul tema dei costi del servizio, rimpallando la risposta ad Atesir. Come è possibile? Hera percepisce il compenso ma non sa rispondere sull’ammontare dello stesso. Assurdo. E nel frattempo proliferano I vari servizi integrativi come gli spazzini di quartiere, i tutor ambientali, la localizzazione nel quartiere 2 di luoghi per il posizionamento dei sacchi, i piccoli cassonetti per esercizi commerciali e condomini, l’anticipazione dell’orario di raccolta che non è certamente gratis quanto a costi del personale. Tutto questo per cercare di mettere una pezza e far funzionare un sistema che fa acqua da tutte le parti e che da gennaio a giugno è già costato ai cittadini un milione e 200 mila euro in più rispetto a quanto previsto - afferma Rossini -. Hera e con lei l’assessore Filippi che agisce sempre in perfetto accordo e all’unisono con il gestore, non ha risposto alla richiesta di chiarire cosa è stato fatto negli anni passati per migliorare la raccolta differenziata prima di far subire ai cittadini un sistema estremamente impattante sul decoro della città, da portare a termine in appena 8 mesi.


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