'La Corte dei conti sottolinea infatti con forza i problemi organizzativi dei servizi sanitari modenesi e un ricorso esagerato e ingiustificato ai medici gettonisti. Abbiamo quindi una situazione in cui da una parte si lamenta il sottofinanziamento governativo, ma dall'altra si utilizzano male le già scarse risorse, per far ricorso ad attività di cura esternalizzate, laddove la specifica ed esclusiva competenza sarebbe invece del soggetto pubblico. Il tutto a detrimento della qualità dei servizi erogati ma soprattutto a scorno del personale sanitario che, dopo gli enormi sforzi prodigati durante il Covid, si vede scavalcato nella remunerazione e nella qualità del lavoro dai gettonisti, privilegiati per orari e minori responsabilità - continua Zanca -. Ci si chiede ancora perché i medici scappano dal servizio pubblico? Il personale medico e paramedico viene stressato a ritmi insostenibili finché non fugge dal Servizio sanitario nazionale per approdare magari proprio nelle coop che forniscono i loro ‘ pregiati’ servizi allo stesso Ssn. Tutto questo per caso? Colpisce in particolare che la fornitura dei gettonisti venga da cooperative prontamente nate in risposta alle accresciute necessità indotte dalla pandemia. L'assessore Donini sul tema ha già ammesso di aver sbagliato, ma non basta. L'uso di questo personale sanitario esterno è ancora diffuso a Modena e in regione. Ci aspettiamo pertanto che i proclami si tramutino in realtà e che non siano invece la foglia di fico che nasconde quello che è il più grande business: la privatizzazione di interi settori della sanità. Questa volta a favore non più del solito imprenditore amico 'assetato di profitto' ma di cooperative cosiddette sociali e aderenti alle centrali di riferimento.
'E ancora. I Cau, ultima bandiera sventolata dall'assessore Donini, non decollano. Azione lo ripete da mesi, la politica del ballo del mattone si sta rivelando inutile e controproducente. Serve meno cemento e più personale'.



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