'Non dubitiamo che il viaggio di Cirelli al consolato filippino di Milano fosse ispirato da buone intenzioni. Qui, però, non stiamo discutendo di una causa di beatificazione, ma di un pessimo risultato che ha fatto il giro del web e delle chat, ridicolizzando Seta e con essa Reggio Emilia e Modena. Consideriamo quella filippina in Italia una grande comunità, ma il modo in cui Cirelli l’ha trattata ha un sapore che sa di razzismo – perché i filippini sì e i moldavi no, ad esempio? – e profuma di sperpero di soldi pubblici: Seta continua, infatti, a sostenere con la sua Academy patenti a prezzo enormemente vantaggioso rispetto a quello di mercato. Il risultato è che il personale che Seta ha aiutato a conseguire la patente speciale, appena tocca con mano la tremenda qualità della vita in azienda, scappa e se ne va altrove. Portandosi dietro la patente pagata dai cittadini'.
'In questi giorni è emerso anche il dibattito su un presunto conflitto d’interessi tra la Direttrice dell’Agenzia reggiana alla Mobilità e il Direttore del presidio Seta di Reggio Emilia. Chiediamo con forza, al di là degli attacchi e delle difese consuete di maggioranza e opposizione, che in nome del principio di trasparenza, venga fornita ai cittadini una risposta netta e veloce: c’è o no quel conflitto d’interessi? Quali provvedimenti intende assumere, nel caso, la compagine dei soci pubblici e dell’Agenzia e di Seta? Le organizzazioni sindacali di settore (quali la Fit Cisl) non solo stanno denunciando, ma proponendo da mesi soluzioni di fronte alle quali Seta non potrà continuare a lungo nella strategia del non vedo, non sento e non parlo - chiudono Guidetti e Zanca -.



