Il Pd, in una nota, denuncia il fatto che il neodirettore avrebbe convocato oggi alcuni lavoratori e avrebbe usato nei loro confronti “toni intimidatori“, qualche ora dopo arriva però una nota dei dipendenti della Fondazione Maxxi che esprime solidarità al direttore Giuli e parla di strumentalizzazione. Eccola: “Le dipendenti e i dipendenti della Fondazione Maxxi esprimono la propria solidarietà al presidente Alessandro Giuli per la strumentalizzazione mediatica e politica di una lettera riservata e personale in cui si esprimeva una riflessione collettiva. Alla lettera è seguita con immediatezza la risposta del presidente, con l’invito a un incontro importante e significativo”. Quindi quelli che il Pd aveva definito “incontri singoli”, in cui erano stati usati toni discutibili, nella nota dei dipendenti diventano “un incontro importante e significativo”.
In rete circola un video che riprende alcuni spezzoni dell’intervista di Sgarbi, quelli ‘incriminati’ in cui il critico d’arte proferisce parolacce a ruota libera. Uno è un passaggio che Sgarbi dedica a Berlusconi e attacca i magistrati: Sgarbi ricorda la “predilezione” dell’ex premier per Mariano Apicella e dice che il cantante è stato “poi condannato per queste storie di figa, uno che suona viene condannato, si capisce per la figa, cose impressionanti, i magistrati fanno così“.
Poi riceve una telefonata, è un numero sconosciuto: “Chi cazzo vuoi, ma chi cazzo sei, coglione testa di cazzo“, dice alla cornetta mentre è sul palco. Sgarbi avvicina il telefono al microfono e si sente una voce arrabbiatissima che grida “Passami Morgan“. Sgarbi, prima di ricominciare con gli improperi, dice: “Ma chi sei, Valsecchi?”. E poi: “No, no, non sei nessuno”.
Un’altra valanga di parolacce vanno in scena quando Sgarbi si mette a parlare di malattie e in particolare della prostata. “C’è un momento della vita in cui conosciamo un solo organo, il cazzo (e Morgan qui dice: “Sta citando Moravia, eh, non è una cosa volgare”).



