'Ho perso il conto delle volte in cui ho riportato al centro dell’attenzione la sicurezza dei modenesi, anche alla luce dei numerosissimi fatti di cronaca di cui continuamente ci raccontano i media. Negli anni non mi sono limitato a denunciare le criticità, ma ho stilato e presentato mozioni e ordini del giorno di ogni genere a riguardo, eppure sono stati tutti bocciati, fondamentalmente per antipatie politiche che non tenevano minimamente conto della situazione reale” ha proseguito Bosi. “Avevo chiesto, per esempio, di introdurre i vigili di quartiere – ovvero agenti con compiti di controllo nelle diverse circoscrizioni della città – per avere una Modena più tranquilla e tutelata, ma ci è stata negata; come pure avevo chiesto di dotare le forze dell’ordine – e in particolare la polizia penitenziaria – del taser quale deterrente e strumento di difesa, ma anche in quel caso mi sono dovuto scontrare con il no della maggioranza. Addirittura dopo l’efferato omicidio avvenuto quest’estate in Corso Vittorio Emanuele avevo chiesto che il sindaco lasciasse la delega alla sicurezza, ma da allora nulla è cambiato. Ecco perché non ho intenzione di farmi sfuggire questa ulteriore occasione per tentare di migliorare la situazione modenese con quest’ultima proposta in ordine di tempo - ha concluso Bosi -. Serve un apposito assessore alla sicurezza che si dedichi completamente a questo aspetto così fondamentale per la comunità, e serve il prima possibile.
Sicurezza Modena, Bosi: 'Serve assessore specifico'
'Attualmente la delega l’ha il sindaco ma è evidente che il primo cittadino non riesce a gestire a dovere la miriade di impegni che il suo ruolo prevede'
'Ho perso il conto delle volte in cui ho riportato al centro dell’attenzione la sicurezza dei modenesi, anche alla luce dei numerosissimi fatti di cronaca di cui continuamente ci raccontano i media. Negli anni non mi sono limitato a denunciare le criticità, ma ho stilato e presentato mozioni e ordini del giorno di ogni genere a riguardo, eppure sono stati tutti bocciati, fondamentalmente per antipatie politiche che non tenevano minimamente conto della situazione reale” ha proseguito Bosi. “Avevo chiesto, per esempio, di introdurre i vigili di quartiere – ovvero agenti con compiti di controllo nelle diverse circoscrizioni della città – per avere una Modena più tranquilla e tutelata, ma ci è stata negata; come pure avevo chiesto di dotare le forze dell’ordine – e in particolare la polizia penitenziaria – del taser quale deterrente e strumento di difesa, ma anche in quel caso mi sono dovuto scontrare con il no della maggioranza. Addirittura dopo l’efferato omicidio avvenuto quest’estate in Corso Vittorio Emanuele avevo chiesto che il sindaco lasciasse la delega alla sicurezza, ma da allora nulla è cambiato. Ecco perché non ho intenzione di farmi sfuggire questa ulteriore occasione per tentare di migliorare la situazione modenese con quest’ultima proposta in ordine di tempo - ha concluso Bosi -. Serve un apposito assessore alla sicurezza che si dedichi completamente a questo aspetto così fondamentale per la comunità, e serve il prima possibile.
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