'Modena ha tensioni pesanti sulla sicurezza', afferma il sindaco che nell’incontro di ieri ha rinnovato al ministro l’alta richiesta di sicurezza proveniente da Istituzioni locali e cittadini. Al Governo il sindaco ricorda gli impegni assunti con il Patto Modena città sicura chiedendo uno sforzo concreto a tutela di un tessuto socio-economico sano e trainante per l’intera economia nazionale, quale quello modenese.
Il ministro Piantedosi lo ha ascoltato e ha accettato l’invito del sindaco e il 21 luglio, in occasione dei 25 anni del Patto Modena città sicura, verrà in città. 'Sarà l’occasione per toccare con mano criticità e problemi che ogni giorno ci troviamo ad affrontare e per discutere insieme alle Istituzioni locali delle soluzioni', precisa Muzzarelli.
Innanzitutto, la questione dell’elevamento di fascia della Questura e soprattutto ciò che comporta in termini di aumento reale, e non solo sulla carta, di organici e personale di Polizia per far fronte ai problemi di criminalità, ma anche al maggiore sforzo a cui sono chiamati per la consistenza dei flussi migratori. Questo l’altro grande tema in discussione: 'Chiediamo trasparenza e un’equa distribuzione sui territori perché la situazione è insostenibile con un aumento, rispetto all’anno precedente, degli arrivi di richiedenti protezione internazionale addirittura del 717 per cento nel modenese'.
Tra gli altri temi all’ordine del giorno nell’incontro con il ministro, il sindaco sottolinea: 'la questione del Posto integrato di Polizia, strettamente collegato alla critica situazione del parco Novi Sad, ma anche il Progetto Strade sicure, che ha visto diminuire i militari impiegati in città; il Piano nazionale per la costruzione di alloggi per le Forze dell’ordine che sta vedendo Modena fare la propria parte, le problematiche e la carenza di mezzi con cui fanno i conti i Vigili del Fuoco; la situazione delle 3.000 persone ucraine accolte sul territorio provinciale; la questione Msna (minori stranieri non accompagnati) su cui Modena sta cercando di attuare buone prassi d’integrazione attraverso la formazione al lavoro e infine la necessità di risorse per dare posti letto agli stranieri che in città lavorano regolarmente ma non hanno un tetto sopra la testa'.



