Perché le pratiche sono rallentate o ferme, anche a causa delle difficoltà non solo burocratiche ma anche di liquidità delle aziende, per i motivi legati all'aumento dei costi dei materiali e agli impegni del super-bonus. Insomma, condizioni che fanno dire al consigliere provinciale di Forza Italia Antonio Platis e al capogruppo di San Felice, Francesco Pullè, che sarebbe opportuno procedere con una proroga dell'emergenza sisma, almeno al 2024. Per garantire quelle condizioni straordinarie che dovrebbero consentire di procedere con i lavori. Da qui la presentazione di un Ordine del Giorno nel Consiglio dell'Unione dei Comuni Modenesi Area Nord e l'intenzione, in tutti i 17 comuni coinvolti. Una richiesta che arriva dritta alla Regione alla quale si chiede di appoggiare l'iniziativa e sostenerla nei confronti del governo. Richiesta dal forte significato politico se si considera che l'obiettivo previsto e dichiarato (utile anche in chiave elettorale), del Presidente della Regione nonché commissario alla ricostruzione Stefano Bonaccini, era di chiudere lo stato di emergenza al 31 dicembre 2023. Accettare e sostenere la proposta di Forza Italia equivarrebbe a confermare per Bonaccini anche il mancato raggiungimento di un obiettivo politico.
'Ma la realtà della situazione - affermano Platis e Pulè - rende la richiesta più che opportuna. 'Auspichiamo una convergenza di tutte le forze politiche nei comuni e della Regione'.
'L'estensione del periodo dello stato di emergenza garantirebbe una burocrazia più snella, risorse per ricorrere a personale straordinario per le pratiche, l'esenzione Imu sugli immobili in agibile, la sospensione dei mutui degli enti locali ed ai cittadini, la possibilità di riconoscere a stato avanzamento dei lavori, i maggiori oneri dovuti all'aumento dei costi dei materiali, e la possibilità di riconoscere proroghe straordinarie alla durata dei cantieri anche oltre tempistiche stabilite dalle Ordinanze Commissariali'.



