'Questi anni di legislatura a marchio Pd sono stati caratterizzati da questo atteggiamento prevaricatore, spesso offensivo, per niente collaborativo o “inclusivo” (termine che a loro piace molto, ma di cui probabilmente non conoscono il significato), ma se c’è qualcosa da salvare quello è sicuramente il rapporto che si è creato tra le opposizioni di minoranza, di stima e collaborazione - continua l'esponente Lega -. Escluso naturalmente quello con la consigliera gruppo misto che fu eletta grazie ai voti della Lega che la propose e l’appoggiò, durante il primo consiglio comunale si schierò apertamente dalla parte della maggioranza, non per ragioni ideologiche, ma per mancanza di correttezza e rispetto verso chi l’aveva aggregata al gruppo e sostenuta, in primis verso i solieresi che l’hanno votata'.
'Allora non si levò nessuna reazione di disapprovazione o sdegno dai banchi Pd, come mai non le venne chiesto di dimettersi né allora né in questi cinque anni? Sempre due pesi due misure. Rinnoviamo la nostra stima e rispetto per un gesto coraggioso e coerente a Rita Capelli e Andrea Rossi (nella foto), che hanno spiegato molto bene le ragioni della loro decisione, persone che umanamente crescono di una spanna rispetto a coloro che dovrebbero essere un esempio di positività, empatia, equilibrio di comportamento e giudizio' - chiude Cristina Po.
Alle parole di Cristina Po si aggiungono quelle dello stesso Andrea Rossi. 'Il capogruppo Pd di Soliera, il realista Drusiani, critica il nostro operato di opposizione, non in linea col suo Pd. Comprendiamo che in questa legislatura il nostro voto contrario al bilancio, che è il programma del Pd nella parte economica, è andato in controtendenza con il passato quando il consigliere era Bonora, oggi coordinatore provinciale M5S. Comprendiamo anche la sua frustrazione di avere oppositori che fanno le pulci sulle delibere che lo spinge ad affermare il nostro, a suo dire “tradimento”, degli elettori - afferma Rossi -. Dimentica che nel 2019 chi ci ha votato gradiva il governo gialloverde e sventolava lo slogan 'mai col Pd'. Al capogruppo Drusiani consiglio di preoccuparsi più del parere dei suoi elettori che di quelli del M5S'.



