Lo hanno affermato questa mattina in una conferenza stampa il capogruppo Lega in comune Giovanni Bertoldi, il consigliere nonché vice presidente del consiglio comunale Stefano Prampolini, Mario Mirabelli responsabile sicurezza Lega Modena e il segretario cittadino Lega Caterina Bedostri.
Tre sondaggi, che sarebbero costati circa 8000 euro l'uno alle casse comunali, ma di cui nessuno, al di fuori dell'amministrazione avrebbe mai saputo nulla. Nonostante la potenzialità utilità, oltre che interesse pubblico, delle informazioni emerse. 'L'amministrazione non ha pensato nemmeno di rendere i dati noti ai consiglieri: abbiamo dovuto procedere con un accesso agli atti per entrare in possesso dei risultati' - affermano Bertoldi, Prampolini, Mirabelli e Bedostri.
Il punto è che questi sondaggi così come la documentazione fornita ai consiglieri attraverso la richiesta di accesso atti, stando all'articolo 43 del Testo Unico degli enti locali, possono essere forniti ai consiglieri che però, per normativa, non possono divulgarli. 'Noi rispettiamo leggi e regolamenti dell'istituzione e quindi, pur avendo visto i sondaggi, non possiamo renderli noti. Chiediamo però che sia la giunta a farlo. Anche perché le informazioni potrebbero essere utili sia per una confronto sia per individuare strategie utili per la città, al di là degli schieramenti politici. Noi chiediamo, nell'interesse pubblico, che questi sondaggi vengano pubblicati.
Un conto è un partito che svolge dei sondaggi interni e che può scegliere se divulgarli o no, ma qui sono stati spesi i soldi pubblici per una necessità che poi rimane nelle segrete stanze. Riteniamo che tutto ciò abbia una motivazione politica: i dati sono troppo scomodi. Infatti possiamo dire che tutte le criticità emerse da questi sondaggi riflettono esattamente quelle evidenziate dalla Lega in tutti questi anni di mandato' - afferma Mirabelli.
'Ciò andrebbe nell'interesse della città e noi agiamo sempre nell'interesse della città, non siamo quelli che desideriamo che le cose vadano male per utilizzare ciò per un tornaconto politico, anzi saremmo pronti a ragionare insieme su quanto emerso' - spiega il capogruppo Giovanni Bertoldi.



