'Stop Pip Gazzate Nonantola: 17 milioni richiesti da ditta bloccata, il Comune rischia il default'
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'Stop Pip Gazzate Nonantola: 17 milioni richiesti da ditta bloccata, il Comune rischia il default'

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I consiglieri di Forza Italia Platis e Casano svelano il documento con le cifre chieste per danni presunti provocati dal no alla realizzazione dell'insediamento industriale. Bocciato per due volte dal Consiglio Comunale


'Stop Pip Gazzate Nonantola: 17 milioni richiesti da ditta bloccata, il Comune rischia il default'
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'Avevamo avvisato del pericolo più volte, ma le querelle nella maggioranza hanno portato a questo. La ditta nonantolana O&N ha fatto ricorso al TAR e stimato i danni in ben 17.077.695,70 euro. Una cifra stratosferica ed insostenibile che porterebbe il Comune al default e costringerebbe il sindaco a “consegnare le chiavi” al Prefetto. Il Partito Democratico e la lista “Una mano per Nonantola” hanno delle responsabilità gravissime e precise. Ora saranno i cittadini, se il comune verrà condannato, ad accollarsi il debito, a dover perdere i servizi e a trovarsi un Commissario che dovrà mettere le tasse e le imposte al massimo. Uno scenario che se si dovesse prospettare con un piano accoglimento del ricorso porterebbe a conseguenze gravi sul bilancio del comune con risvolti politici altrettanto impattanti'.

A parlare sono i consiglieri comunali di Nonantola Antonio Platis e Pino Casano che hanno reso noto i contenuti del nuovo e secondo ricorso presentato da parti interessate al progetto. Che già l'estate scorsa si erano opposte alla decisione dei consiglio comunale che si era espresso, a maggioranza, contro l’intervento di urbanizzazione proposto dalle società NIM e O&N, intenzionate ad ampliare la loro attività. Un ricorso accolto dal Tar che aveva portato alla sentenza che ha annullato la delibera comunale con la motivazione che il 'no' non era motivato. Tutto da rifare, riportando tutto i Consiglio Comunale. La scena, nel risultato finale, si ripete. A luglio il progetto viene ancora una volta bocciato dal Consiglio. Da qui la seconda azione legale delle ditte interessate contro il Comune. 

'Nelle trenta pagine di dettagliato ricorso, oltre ai 27 documenti allegati - spiegano Platis e Casano - sono stati sintetizzati i motivi e le contradizioni di questa ‘sceneggiata’ durata tre anni e che ha visto la maggioranza frantumarsi più volte.  “Si richiede – afferma l’azienda nel ricorso - quindi la condanna del Comune di Nonantola al risarcimento per equivalente di tutti i seguenti pregiudizi e danni patiti dalle società ricorrenti, così come quantificati e dimostrati in forza degli atti e documenti che si allegano, sia a causa dell’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa da parte del medesimo Comune sia, in ogni caso, a titolo di responsabilità precontrattuale”. Quindi – incalzano Platis e Casano - non finisce solo il voto ‘immotivato’ del consiglio già eccepito dal Tar, ma anche tutta la questione delle aspettative generate dal Comune nei tre anni di confronto con la società'. 

'Oggi siamo al paradosso che l’Amministrazione, come primo atto, ha assunto un avvocato. Ci chiediamo per difendere chi. Il Comune? I consiglieri comunali che hanno votato a favore? O quelli che hanno votato contro?
Noi, come Forza Italia, siamo per tutelare i cittadini che rischiano di essere i soli a pagare questo conto salatissimo: casse comunali vuote, debiti per generazioni e tasse alle stelle. L’abbiamo detto nei mesi scorsi e lo ripetiamo oggi: gli eventuali 17 milioni di danno sono da addebitare esclusivamente ai consiglieri comunali, non ai cittadini.Gli errori sono del Partito Democratico e di “Una Mano per Nonantola”, non dei nonantolani'.


Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 


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