C'erano più politici o appartenenti ad enti e associazioni ad esso collegato, che cittadini comuni all'inaugurazione della sede del comitato elettorale di Massimo Mezzetti. Del resto non poteva essere che così. Con l'unione di 7 soggetti politici, anzi più se si considera che alcune liste sono come matrioske che ne contengono altre, il numero anche solo di candidati, si moltiplica. Insieme al numero di invitati all'evento. Mezzetti non vuole sentire parlare di campo largo, almeno per definire la coalizione a suo sostegno, ma oggettivamente largo, il campo, lo è. Da Alleanza Verdi e sinistra ad Azione di Calenda (dove troviamo anche l'edera dei repubblicani di Paolo Ballestrazzi), da Modena Civica al Partito Democratico, da Stati Uniti d'Europa (che al suo interno ha socialisti, Volt e Italia Viva), alla Piazza Futura di Chiara Giovenzana. Con fusioni a freddo che solo il tempo ci dirà a quale prezzo e con quali conseguenze, tra forze di estrazione e posizioni opposte come Azione e Movimento 5 stelle.
Come farla, sintesi, con forze politiche come il Movimento 5 stelle, e Azione? I primi in opposizione per 5 anni e fino alle ultime scelte urbanistiche, al PD e all'amministrazione comunale, e Azione, che affermava che mai, anche a Modena, avrebbe fatto parte di una coalizione con all'interno i 5 stelle? Glielo chiediamo: 'Credo che la grande differenza l'abbia fatta anche lo stile - afferma Mezzetti. Io ho portato il mio. Alla fine non abbiamo nemmeno avuto una dialettica accesa, siamo riusciti a trovare con un civile confronto anche tanti punti di convergenza'. Con queste forze ci sono elemento di discontinuità rispetto al passato? 'Più che discontinuità parlerei di cambiamento e innovazione'.
Mezzetti afferma di avere lavorato, per il programma anche circa 100 proposte inviate da altrettanti cittadini, spontaneamente, che sono da aggiungere alle 200 provenienti da soggetti politici, e mondo dell'associazionismo sociale ed economico'. 'Ho ascoltato tutti e insieme abbiamo fatto sintesi.



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