E' un profilo alto e con una marcata impronta culturale quello di Taurasi. Nato a Carpi nel '71, sposato con tre figli, laureato in Storia contemporanea a Bologna, con un dottorato in Storia costituzionale a Pavia, ha pubblicato svariati libri e si è occupato di divulgazione attraverso diverse forme d'arte. Oggi lavora all'assessorato cultura della Regione Emilia Romagna. Da sempre iscritto al Pd, è stato consigliere comunale per tre mandati e anche presidente del Consiglio comunale di Carpi.
Una conferenza stampa, quella di questa mattina, che si è presto trasformata in una intervista a più voci coi giornalisti presenti.
Partiamo dal tema Primarie. Siamo certi che si faranno?
'Il Pd ha indicato due nomi. Il mio e quello dell'assessore Righi. Ora si riunirà il tavolo di coalizione, ma onestamente non vedo uno scenario senza primarie. Del resto sono stato io il primo ad invocarle e sono felice vengano promosse. Abbiamo scelto il segretario nazionale con primarie aperte, sarebbe assurdo volerle evitare per la scelta di un sindaco che è per definizione rappresentante dei cittadini'.
I renziani di Italia Viva presenteranno un candidato, Allegretti.
'L'ho letto sui quotidiani, ma non so onestamente se sarà candidato. Il dialogo deve ancora aprirsi ed è giusto rivolgere alle singole forze politiche le questioni che le riguardano'.
Dopo le primarie che percorso si aprirà?
'Quello che uscirà dalle primarie sarà il candidato espressione del Pd, dei Verdi, delle forze civiche e, immagino, di Italia Viva e Azione. A quel punto questa figura dovrà aprire un dialogo con Carpi Futura e Movimento 5 Stelle per cercare di mettere in piedi una solida alleanza. Non va dimenticato che Carpi oggi, come tutte le altre città, è contendibile e che gli avversari sono a Destra'.
Quale sarà la sua proposta?
'La voglio riassumere nello slogan 'La Carpi delle sei S'. Intese come sicurezza, sanità, sviluppo economico, sostenibilità ambientale, scuola, solidarietà e servizi. Un elenco che rappresenta anche un ordine di priorità'.
La sicurezza dunque al primo posto.
'Sì. Perchè dobbiamo uscire definitivamente da un equivoco. La sicurezza non è un tema di destra.
Molti big del partito, a partire dal sindaco Bellelli, sembrano schierati con Righi. Si sente un outsider?
'Non so chi è schierato con chi. Andrebbe chiesto ai diretti interessati. Quello che posso garantire è che io non mi sento affatto un outsider. Mi candido a sindaco perchè Carpi è la mia città, quella dove sono cresciuto e voglio mettermi a suo servizio. Mi candido per il Pd, ma nella piena consapevolezza che il Pd deve mettersi a disposizione in modo non autoreferenziale proponendosi come motore di una alleanza vasta che coinvolga i partiti e il civismo che non si riconosce nella destra politica'.
Lei si pone in discontinuità o in rottura con l'amministrazione Bellelli?
'Partiamo dal presupposto che la rottura è a destra e che il sindaco Bellelli ha governato bene in una fase difficile. Non sono nè in continuità nè in discontinuità con la giunta uscente, semplicemente prendo atto che dopo 10 anni si apre una fase nuova davanti alla quale servono risposte nuove.
Giuseppe Leonelli
Foto Matteo Buzzi



