Deputato, ormai mancano sei mesi al voto a Modena. Il centrodestra non ha ancora indicato un candidato sindaco. Non le pare vi sia un ritardo nel percorso?
'Non siamo assolutamente in ritardo. Le elezioni sono a giugno e c'è tutto il tempo per presentare il nostro candidato e avviare una campagna elettorale seria. Abbiamo ben chiare le caratteristiche del candidato e quando lo presenteremo inizieremo il percorso che dovrà portare alla vittoria. Vede, iniziare a settembre la campagna elettorale e il dibattito sui nomi, come ha fatto la sinistra, penso che sarebbe stato poco rispettoso per i cittadini che, nel caso del Pd, ogni settimana si trovano davanti a un possibile candidato sindaco'.
La sua vittoria al seggio modenese contro il candidato di centrosinistra alle politiche del 2022 è stata clamorosa. Qual è la ricetta per battere la sinistra in un territorio da sempre monocolore?
'Non c'è una ricetta prestabilita. Io, pur con tutto il sostegno di Fdi e la fiduca accordatami, creai da zero la campagna elettorale delle politiche 2022. Penso i punti di forza siano state le caratteristiche della mia persona, quello che ho fatto per Modena e l'essere stata trasparente. I cittadini percepiscono perfettamente quando un candidato è sincero o meno.
In questi 14 mesi da deputato, al di là del suo impegno alla Camera, ha mantenuto un forte legame col territorio modenese, sui temi della giustizia ma non solo. Qual è stata in particolare la sua attività?
'In questi mesi ho fatto politica sul territorio mettendomi a disposizione dei cittadini. Ho incontrato associazioni di categoria vicine al centrodestra e vicine al centrosinistra e professionisti, ho partecipato ai banchetti e mi sono confrontata coi comitati… Prima di intraprendere attività strutturate occorre capire cosa i modenesi si aspettano. Poi, ovviamente, mi sono concentrata sul tema della giustizia che conosco bene.
Il Pd è alle prese con l'individuazione del successore di Muzzarelli. Quali sono stati a suo avviso i principali limiti dei 10 anni della giunta uscente?
'Potremmo parlare a lungo, ma mi limito a due elementi. Prima di tutto in questi anni abbiamo assistito a una giunta autoreferenziale, dove segreteria del Pd, segreteria del sindaco e giunta si sono fuse in un tutt'uno inestricabile. In secondo luogo questa amministrazione non si è mai aperta al di là del perimetro del Pd, con una rotazione perenne delle stesse persone in ruoli diversi. Vede, senza persone nuove e professionalità reali la crisi è inevitabile. Penso a un esempio su tutti: la gestione del centro storico per decenni in mano alle stesse figure, così non va bene e a pagarne il prezzo in termini di qualità e bellezza sono i cittadini. Occorre valorizzare le eccellenze e le professionalità locali se vogliamo far fare a Modena quel salto di qualità di cui parlavo'.
Se il centrodestra fosse chiamato a governare Modena quali sarebbero i primi temi ai quali mettere mano nel segno del cambiamento?
'Parto da due temi diversi ma di vitale importanza. Il primo è quello della sicurezza e della legalità: non possiamo immaginare una città dove i residenti vivono in un costante sensazione di pericolo nel muoversi e nello spostarsi in centro. Il secondo è quello legato alla necessità di ridisegnare la raccolta rifiuti, la gestione dell'inceneritore e le aliquote Tari. Dati questi due elementi di assoluta urgenza, penso come detto alla valorizzazione del centro storico, al rispetto delle periferie, all'impulso delle attività commerciali medio piccole calpestate dalla grande distribuizione. Penso al problema della viabilità e dei mezzi pubblici. A Modena basta un tamponamento per bloccare gli spostamenti per ore, mentre i mezzi pubblici non sono di fatto utilizzabili fuori dagli orari scolastici. Cito poi di nuova il tema della valorizzazione culturale delle eccellenze artistiche locali e il concetto di 'bellezza'. Dobbiamo abbellire la città. Guardi che non è una banalità: quando si accede dagli ingressi di Modena Nord davvero non si ha l'impressione di entrare nella seconda città più importante della Emilia Romagna'.
Dieci anni fa, dopo la sua sconfitta alle primarie Pd, si parlò a lungo di una lista civica guidata da Francesca Maletti distinta dai Dem. E' fantapolitica immaginare un dialogo con la Maletti da parte del centrodestra?
'Francesca Maletti fa parte del Pd. O rompe col suo partito di appartenenza e allora, a quel punto, poichè siamo un partito aperto, possiamo dialogare, oppure non vedo come sia possibile un accordo. Oggi come oggi Francesca, che conosco bene, è consigliere regionale del Partito Democratico. Sta a lei decidere: lo ripeto, Fdi è un partito aperto'.
Oggi Fdi è capofila della coalizione, ma qual è il rapporto con gli alleati? Come giudica in particolare la candidatura di Giacobazzi nelle fila di Forza Italia?
'I rapporti con Lega e Forza Italia sono ottimi. Stimo molto professionalmente Piergiulio Giacobazzi però la sua non è la candidatura della coalizione e a Modena posso dire che ci sarà un candidato di coalizione'.
In molti vedono nella sua figura il candidato sindaco naturale, proprio in virtù della sua vittoria del 2022. Ci sono possibilità in questo senso?
'Non sono io il candidato sindaco di centrodestra a Modena. Ritengo che neppure il presidente del Consiglio mi chiederà di candidarmi per questo incarico in quanto una mia ipotetica vittoria comporterebbe l'elezione supplettiva per il Collegio che ho vinto a settembre 2022. Ringrazio per la fiducia che viene riposta da tanti che mi hanno sollecitato ritenendo la mia persona adeguata all'incarico, ma sicuramente il candidato della coalizione di centrodestra sarà in grado di svolgere questo decisivo compito molto meglio di me'.
Giuseppe Leonelli



