Gli attentatori fecero esplodere un tratto dell’autostrada A29, alle ore 17:57, mentre transitava il corteo della scorta con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti di Polizia, sistemati in tre Fiat Croma blindate. Oltre a Falcone, morirono altre quattro persone: Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e 3 uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La terribile deflagrazione causò anche 23 feriti, tra cui gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.
'In questi anni abbiamo incontrato migliaia di giovani nelle scuole di tutta Italia. Ogni giorno penso e sono grata alle insegnanti per il lavoro instancabile di cura nei confronti della memoria dei fatti di allora e della promozione di un nuovo modello di società della giustizia e della fiducia, al contempo sono però consapevole che non basta ancora, non è sufficiente. La cattura del boss Messina Denaro rivela un’ampia porzione della società disposta ad aiutare i mafiosi, al sud come al nord, persone e professionisti consapevoli di fare affari con i boss e coi complici, a chiedere loro favori'. Lo dice Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione che ne porta il nome. 'Oggi più che mai quindi serve agire nella comunità, perché contro la mafia non basta la legalità ma servono anche cultura, passione e impegno, sperimentando nuovi linguaggi e nuove forme di aggregazione civile, unendo le istituzioni e le imprese in questa nuova stagione della consapevolezza – aggiunge -. Dobbiamo vincere la mafia, non soltanto contrastarla, restando lontani dal personalismo ed essendo di esempio, per coraggio e fantasia, restando autonomi'.


