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31 anni fa la strage di Capaci

31 anni fa la strage di Capaci

Oltre a Falcone, morirono altre quattro persone: Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e 3 uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro


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Accadde oggi, 23 maggio 1992: l’attentato a Giovanni Falcone. Si trattò di un attentato mafioso compiuto da Cosa Nostra 31 anni fa nei pressi del comune di Capaci, comune dell’area metropolitana di Palermo. Esplose una carica di tritolo. Obiettivo, raggiunto, della Mafia: uccidere il magistrato antimafia Giovanni Falcone.
 
Gli attentatori fecero esplodere un tratto dell’autostrada A29, alle ore 17:57, mentre transitava il corteo della scorta con a bordo il giudice, la moglie e gli agenti di Polizia, sistemati in tre Fiat Croma blindate. Oltre a Falcone, morirono altre quattro persone: Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e 3 uomini della scorta: Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. La terribile deflagrazione causò anche 23 feriti, tra cui gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza.

'In questi anni abbiamo incontrato migliaia di giovani nelle scuole di tutta Italia. Ogni giorno penso e sono grata alle insegnanti per il lavoro instancabile di cura nei confronti della memoria dei fatti di allora e della promozione di un nuovo modello di società della giustizia e della fiducia, al contempo sono però consapevole che non basta ancora, non è sufficiente.
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La cattura del boss Messina Denaro rivela un’ampia porzione della società disposta ad aiutare i mafiosi, al sud come al nord, persone e professionisti consapevoli di fare affari con i boss e coi complici, a chiedere loro favori'. Lo dice Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso nella strage di Capaci e presidente della Fondazione che ne porta il nome. 'Oggi più che mai quindi serve agire nella comunità, perché contro la mafia non basta la legalità ma servono anche cultura, passione e impegno, sperimentando nuovi linguaggi e nuove forme di aggregazione civile, unendo le istituzioni e le imprese in questa nuova stagione della consapevolezza – aggiunge -. Dobbiamo vincere la mafia, non soltanto contrastarla, restando lontani dal personalismo ed essendo di esempio, per coraggio e fantasia, restando autonomi'.
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