'Sui social spesso si vedono pubblicità che promettono articoli a prezzi interessanti ma in realtà consegnano oggetti dal valore enormemente più basso e di qualità estremamente diversa da quanto pubblicizzato sia con delle foto che con una descrizione tecnica - afferma il presidente regionale del Codacons Fabio Galli (nella foto) -. Nel primo caso, il modenese, avendo una vettura grande e quindi pesante, era interessato al cric che veniva pubblicizzato con una capacità di sollevamento di 4 tonnellate. Gli giungeva il pacco in contrassegno, che ovviamente nessun corriere ti autorizza ad aprire se non dopo averlo pagato e ritirato. Amara la sorpresa nel trovare all’interno del pacco un cric per auto, ma molto più piccolo nelle dimensioni e con una capacità di sollevamento di 2 tonnellate e non di 4 come pubblicizzato. Il modenese, successivamente, si è messo in contatto telefonico con la società di trasporti, per conoscere i dati del mittente (nel pacco non vi è alcun riferimento) ma non ha ricevuto nessuna informazione, la società si è rifiutata di dare i dati del mittente che ha commissionato loro la consegna e la riscossione del denaro dovuto'.
'Stessa disavventura di un altro modenese che attirato dalla pubblicità di una motosega che gli sembrava utile, per le dimensioni e le caratteristiche tecniche, per potare i propri alberi, si è visto giungere un pacco con una motosega grande come un piccolo trapano. Ha provato a utilizzarla ma non ha alcuna potenza se non per piccoli rametti che si potrebbero tagliare con un paio di banali forbici. Pubblicizzano oggetti tecnicamente importanti, dal prezzo buono ma non particolarmente scontato, così da non insospettire un utente attento, accettando il pagamento in contrassegno per rassicurare ancora di più l’acquirente, corredando la pubblicità con ampie foto del prodotto in vendita. L’imbroglio è nell'inviare oggetti tecnicamente diversi da quelli pubblicizzati, le cui caratteristiche tecniche non rispondono alla pubblicità e, conseguentemente, anche la somma pagata è sproporzionata al valore reale dell’oggetto - continua Galli -. Probabilmente questi “furbetti” acquistano da siti specializzati in vendita di oggetti di scarsa qualità tecnica, per poi pubblicizzare gli articoli utilizzando foto di prodotti importanti con elevate caratteristiche tecniche, trovate online.

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