Resta però alta - nel 2022 il 56% dei casi - la percentuale di coloro che giungono a una diagnosi Hiv tardiva, cioè persone diagnosticate sieropositive che presentavano già la sindrome da immunodeficienza acquisita (Aids) o con un numero di linfociti CD4 - i globuli bianchi responsabili della risposta immunitaria dell’organismo - basso, inferiore a 350 cellule/mm (una persona sana ha un numero medio di CD4 che oscilla tra i 500 e i 1.200).
Per questo motivo anche quest’anno, in occasione della Giornata mondiale contro l’Aids, il primo dicembre, la Regione Emilia-Romagna, assieme al Servizio sanitario regionale e a HelpAids e in collaborazione con Arcigay, Gruppo Trans APS e Plus Odv, promuove la campagna di sensibilizzazione e comunicazione “Il lato positivo”.
'La costante diminuzione che si continua a registrare nel numero di persone che contraggono l’infezione da Hiv ogni anno è estremamente importante, ma non può bastare a farci ritenere soddisfatti, non finché una diffusione del virus esiste, e ancora troppe persone scoprono di averlo contratto in maniera tardiva- sottolinea l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini-. Per questo anche quest’anno, come ogni anno, come Regione siamo in prima linea, assieme alla nostra Sanità pubblica regionale e alle associazioni di volontariato, per sensibilizzare i cittadini: perché l’informazione può fare la differenza. Sapere consente di prevenire il rischio di contrarre il virus, rende consapevoli sulla necessità di sottoporsi regolarmente al test, che in caso di necessità ci permette di giungere a una diagnosi precoce, a cure tempestive, tutelando noi stessi e gli altri. Sapere, è importante ricordarlo, può salvare la vita'.
L’Hiv in Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna nel 2022, secondo i dati forniti dal Settore prevenzione collettiva e sanità pubblica della Regione, sono state registrate 162 nuove diagnosi di infezioni da Hiv in persone residenti, con un’incidenza pari a 3,6 casi ogni 100mila abitanti. L’incidenza si mantiene più alta nelle persone di sesso maschile (5,7 rispetto al 1,7 del sesso femminile). Nel periodo 2006-2022 l’incidenza media è risultata pari a 6,9 casi per 100mila abitanti, con un trend complessivamente in calo in entrambi i sessi, anche se più marcato in quello maschile.
Nell’intero periodo considerato,
L’incidenza per classi di età mostra come la fascia più colpita sia quella tra i 20 e 49 anni: il fenomeno è appena rilevabile per i giovanissimi sotto i 20 anni e di minor impatto negli ultracinquantenni. Le persone straniere con diagnosi di infezione da Hiv rappresentano poco meno di un terzo (32%) del totale: sono sensibilmente più giovani rispetto agli italiani e prevalentemente di sesso femminile. L’incidenza degli stranieri presenta un andamento costantemente più alto rispetto a quello degli italiani, anche se la differenza si è ridotta nel tempo.


