'Nella raccomandata viene indicato che: “Le sostanze chimiche contenute in questi dispositivi di gonfiaggio potrebbero deteriorarsi nel tempo, esponendo guidatore e passeggero al rischio di rottura del dispositivo di gonfiaggio dell’Airbag con una forza eccessiva in caso di incidente, in grado di provocare gravi lesioni o morte”. Nella comunicazione ci sono anche le indicazioni su come contattare la casa madre per essere aiutati a risolvere il più rapidamente possibile la situazione ma, nella migliore delle ipotesi qualche officina parla di mesi e mesi, qualcuna addirittura primi mesi del prossimo anno'.
'Di certo la situazione è gravissima. E’ bene precisare che continuando ad usare la vettura, in caso di incidente le cui cause e relative conseguenze, fossero addebitabili agli airbag, le compagnie assicuratrici potrebbero agire in via di rivalsa nei confronti del conducente-proprietario della vettura che non avrebbe dovuto circolare - continua Galli -. Questo richiamo e relativo blocco della vettura, costringerà i consumatori a modifiche sostanziali delle proprie abitudini anche con la necessità di spendere denaro in auto a noleggio, mezzi pubblici, passaggi di fortuna... In quanto non tutti dispongono di un mezzo alternativo. Al danno la beffa di dover comunque pagare la polizza assicurativa per l’auto anche se rimarrà ferma in garage per mesi, in virtù di una recente modifica normativa imposta dalla Comunità Europea. Per le ragioni esposte è sconsigliabile l’uso delle vetture oggetto del richiamo. Per tutti questi disagi il Codacons ha già attivato il proprio Collegio Legale per agire nei confronti della Citroen a tutela dei diritti dei consumatori, sia per sollecitare gli interventi dovuti, sia per risarcire i danni procurati e procurandi'.


