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Arriva Mattarella: applausi e sorrisi nel fiume di fango, dolore e morte

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Il Presidente della Repubblica in visita nei territori colpiti. Prima tappa a Modigliana, sull'Appennino forlivese, poi l'incontro con volontari, operatori e cittadini a Forlì. 'L'Italia vi è vicina. Non sarete soli nella ricostruzione'


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'La sua presenza è una carezza al cuore'. I ragazzi di una scuola di Forlì salutano così il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella oggi in visita ai territori colpiti dall’alluvione. Il tragitto del presidente subisce numerosi piccoli fuori programma. Dovute ai momenti in cui il Presidente si intrattiene in un contatto diretto e uno scambio di parole con bambini, ragazzi e volontari. L'atmosfera pare quella delle feste nazionali. Volti sorridenti da parte di tutti, sindaci e amministratori compresi. Si agitano le bandierine che accompagnano ovazioni, c'è chi tenta un selfie. Scene di gioia e applausi. Tanti. Anche nelle foto di gruppo. Con i sindaci e il Presidente Bonaccini. Applausi e sorrisi. Applausi e sorrisi. Già dai primi momenti della visita. Prima tappa un paese dell'appennino attraversato dalle frane.   
Qui Mattarella – che  è stato accolto dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e dal sindaco Jader Dardi.

Incontro con i cittadini e visione delle zone più danneggiate del Comune. Al ritorno in elicottero, insieme al presidente Bonaccini, Mattarella ha potuto verificare di persona le decine di frane presenti sull'area collinare forlivese. I numeri sono ancora impressionanti. Con più di 1000 sfollati, contando solo coloro che hanno trovato accoglienza in alberghi o strutture pubbliche (tanti di più se si contano le autonome sistemazioni), territori allagati, borghi isolati. Un dramma che si aggiunge alla tragedia irreversibile dei 15 morti.

Successivamente, Mattarella si è recato a Forlì, ricevuto dal sindaco della città  Gian Luca Zattini. In piazza Saffi, il Presidente della Repubblica ha incontrato volontari e operatori della Protezione Civile e delle Forze dell'Ordine, impegnati in questi giorni nelle operazioni di soccorso e assistenza alla popolazione.

'Questo è un momento impegnativo e difficile, ho visto tante ferite del territorio.

Ma tutta l'Italia vi è vicina e non sarete soli nella ricostruzione che deve essere veloce.  C'è l'esigenza che questo territorio si rilanci, è un'esigenza nazionale e potete essere certi che ci sarà tutto l'appoggio costante', le parole di Mattarella, che successivamente si è recato a Cesena, insieme al sindaco Enzo Lattuca, per incontrare i volontari che animano da giorni l'hub allestito alla scuola 'Don Milani'.

Le successive tappe in regione del Presidente della Repubblica hanno previsto una colazione in Prefettura a Ravenna, un sopralluogo al teatro Rossini di Lugo e l'incontro con tutti i sindaci delle città colpite dall'alluvione a Faenza.

A Cesena il Capo dello Stato ha visitato il centro di raccolta di beni di prima necessità allestito all’interno della palestra della scuola “Don Milani”.

A Ravenna, dopo un incontro Prefettura, Mattarella si è recato nella Sala del Consiglio comunale dove ha incontrato una delegazione di civili e militari che hanno contribuito alla gestione dell’emergenza.

A Lugo ha visitato il teatro “Rossini” allagato dall’alluvione e salvato dall’intervento di abbonati e volontari.

Ultima tappa a Faenza dove ha incontrato i sindaci di tutte le città colpite dall’alluvione, i volontari e rappresentanti della Protezione Civile.

L'intervento del Presidente Mattarella a Ravenna

Sono lietissimo e ringrazio il Sindaco e il Prefetto per avere promosso questo incontro. Sono lietissimo di incontrarvi. Quanto devo dire, in realtà, gira intorno a un’unica parola: grazie. Siete qui da diverse provenienze, Corpi militari dello Stato, Protezione civile, funzionari delle pubbliche Amministrazioni, volontari, espressioni di realtà private, di aziende private, che hanno contribuito, cittadini che hanno dato un contributo dalle più diverse funzioni svolte, rappresentanti di Paesi amici - che ringrazio molto - legati a noi e noi legati a loro dal comune percorso europeo.
Apprezziamo molto il loro contributo e la loro presenza: è un segno di amicizia che non può essere dimenticato.
Tutti quanti avete dovuto affrontare, in poche ore in realtà, un fenomeno imprevedibile e, da quello che dicevano il Prefetto e il Sindaco, di dimensioni inimmaginabili. Dal numero degli sfollati, all’ampiezza del territorio interessato e investito dalle acque, si tratta di numeri impressionanti.
E invece, al contrario, il tempo delle decisioni e degli interventi era estremamente breve. E avete dovuto definire, inventare - starei per dire -, progettare interventi risolutivi anche con molto coraggio, per poter contenere il fenomeno così inatteso e così imprevedibile.

È stato fatto un grande maestria, ma soprattutto con grande generosità, e di questo intendo ringraziarvi.
Immagino bene la tensione di quelle ore, di quei giorni in cui non c’è stato riposo, non c’è stata alcuna pausa. Certo, la tensione tiene desta l’attività. Ma la fatica mi rendo conto che debba essere stata davvero immane, e anche questo è motivo di riconoscenza che intendo esprimere.
Quattro secoli fa era già avvenuto. Questa volta è avvenuto dopo due settimane da un preallarme che vi era stato nei primissimi giorni di maggio.
Le condizioni climatiche sono sempre più preoccupanti, e il nostro Paese dovrà preoccuparsi di organizzare delle difese preventive per fenomeni di questo genere, più di quanto non sia avvenuto fin qui.
Vi è una quantità di comportamenti che dovrei rammentare per ringraziarvi. Anche quello di avere non soltanto consentito ma collaborato acché le acque invadessero i propri territori e le proprie aziende per salvare la città. È una straordinaria dimostrazione di solidarietà.
Ma è tutto il complesso di quel che si è fatto, dell’azione posta in campo che è stata svolta all’insegna della solidarietà, della generosa attenzione alle esigenze degli altri.

Naturalmente il lavoro non è finito. Perché, a questo punto, superata la fase di immediata emergenza, continua ininterrotta l’azione di rilancio e di ripresa del territorio.
Questo è un territorio per il nostro Paese di grande importanza.
Ravenna lo è nella sua storia, non soltanto per le sue dimensioni, i suoi abitanti, ma per la storia di cui sono portatori, per i patrimoni di arte che conserva, per la vivacità del tessuto urbano e produttivo, per la vivacità delle contrade agricole che, intorno a Ravenna, contribuiscono al nostro Paese, alla sua vita, alla sua forza economica.
Tutto questo richiede una ripartenza veloce, immediata, senza pause. Naturalmente, con l’aiuto di tutte le istituzioni. Da quelle centrali, anzitutto, occorre un aiuto - come è stato già programmato e avviato dal Governo – impegnativo e importante. Bisogna fare in modo che non vi siano, non dico tentazioni, ma sentimenti di resa, di abbandono. Al contrario occorre, come è sempre stato nella storia di questa Regione, nella storia della Romagna, nella storia di questa città e della sua Provincia, una reazione immediata per riprendere, con forza, il cammino produttivo di vita sociale, su tutti gli aspetti che sono stati colpiti e interrotti da questo straordinario evento così pesante e pericoloso.

Naturalmente vi è un pensiero alle vittime che in tutta la Romagna sono state tolte alla vita da quanto è avvenuto.

Un pensiero di solidarietà a chi ha, in questo momento, il pensiero rispetto alla propria abitazione devastata, ai ricordi di una vita perduti, ai luoghi di lavoro - commerciali, agricoli, professionali, industriali - che sono inagibili.

Tutto questo richiede un grande sforzo. Ma in questo Ravenna e tutta la Romagna non saranno soli. Vi sarà una costante e non momentanea attenzione, ininterrotta, da parte delle pubbliche istituzioni nazionali.

E anch’io parteciperò a questa attenzione piena, costante che, a fari spenti, a riflettori appannati, dopo l’emergenza che ha occupato le pagine dei giornali e delle tv, continui con la medesima attenzione.

Ma intanto il mio sentimento oggi, incontrandovi, è di ringraziarvi.

È stata una grande testimonianza di senso civico, di senso di solidarietà, di generosità, di impegno. Anche oltre ai doveri di istituto, è stato il frutto di una concezione di cittadinanza piena che avete espresso.

Grazie a coloro che sono venuti da altri Paesi – ripeto - con molta amicizia. Grazie a tutti e auguri per il futuro'


Intervento del Presidente Mattarella a Faenza




Redazione Pressa
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