Più che 'Modena, il futuro è adesso', lo slogan più vicino alla realtà avrebbe dovuto essere 'Modena, il passato è ancora presente'.
Siamo all'interno dell'ex ospedale Estense, dove il primo stralcio dei lavori di ristrutturazione, in ritardo di un anno sulla tabella di marcia, sta per essere completato. Doveva esserlo nel 2022, e nonostante tre perizie suplettive che hanno portato anche ad un aumento nei costi per centinaia di migliaia di euro oltre a ritardi che ne avevano rinviato nuovamente la fine al 27 marzo 2023, è ancora un cantiere chiuso. 'Sarà aperto per il festival Filosofia'- ci risponde il sindaco interpellato sui tempi e sul fatto che circa un anno fa aveva annunciato che lo scorso dicembre avremmo potuto vedere le prime mostre. 'Ma c'è stato il covid, la guerra.....'. - afferma. Ma il punto oggi non è questo.
Oggi il punto è la presentazione dei sei progetti, di cui anche l'ex ospedale Estense fa parte, e che il Comune di Modena ha deciso di finanziare con i 19 milioni di euro da fondi europei e veicolati sul territorio attraverso la Regione.
I progetti finanziati dovrebbero essere funzionali allo sviluppo sostenibile. Dovrebbero. Perché in realtà i sei i sei in elenco non vanno oltre ad interventi noti e di vecchia data, su strutture abbandonate per decenni dallo stesso Comune e sulle quali oggi la città sconta enormi ritardi. Dalla stazione delle ferrovie provinciali (piccola), alle nuove funzionalità del centro stranieri, dal ponte dell'uccellino, residuo di costruzione post bellica che da trenta anni attende di essere sostituito, all'ex ospedale Estense sul quale non a caso il presidente Bonaccini ha affermato. 'Si parlava già di riqualificazione quando ero assessore comunale'. Frase che conferma quanto l'immobilismo degli ultimi decenni pesi ancora oggi come un macigno, sul presente e soprattutto sul futuro.
Eppure oggi il futuro deve essere celebrato, almeno politicamente, (chissà quanti momenti come questi vedremo da qui alle elezioni), con tanto di slogan annunciati in ambienti ed in edifici ancora cantieri aperti o desolatamente vuoti. Dove viene proposto, al termine della presentazione, un breve passaggio agli ospiti. Tra questi funzionari e dirigenti della Regione, il Rettore dell'Università. Tutti chiamati ad ascoltare le parole di Bonaccini e Muzzarelli e ad assistere alla solenne firma del patto di programma. Anticipato dalla proiezione un video in cui splende la Modena migliore creata ovviamente dall'Amministrazione e da quei progetti che con i finanziamenti Atuss sarà possibile sostenere.
'La strategia elaborata - afferma Stefano Bonaccini - è coerente con il programma Next Generation Modena e con gli interventi che hanno ottenuto risorse del Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza'
Ma eccoli i 6 progetti 'strategici' in ottica di sviluppo sostenibile che il Comune ha scelto di finanziare con i 19 milioni di euro stanziati
Il completamento della riqualificazione dell’ex Ospedale Estense.
La rigenerazione dell’ex Stazione Piccola di Modena, che sarà di fatto ceduta ad aziende private, in particolare quelle coinvolte nelle Fondazione Its Maker. I lavori per quasi 5 milioni 600 mila euro completamente finanziati attraverso contributi del Por-Fesr 2021-2027, prevedono il restauro e la rifunzionalizzazione dell’ex Fabbricato Viaggiatori per l’insediamento della sede istituzionale della fondazione e di aule e laboratori per l’attività dell’Istituto tecnico superiore di specializzazione post diploma.
La prosecuzione della Diagonale verde tra il Polo Leonardo e le frazioni di Cognento e Cittanova, per un valore di oltre 4 milioni di euro, finanziata con fondi europei per 1 milione 350 mila euro, consiste nella realizzazione di un nuovo tratto del percorso ciclopedonale, della larghezza di 6 metri lineari per una lunghezza di 3,1 chilometri, e consentirà di creare un corridoio ecologico in grado di ricucire la città con la sua periferia lungo il percorso liberato dalla linea ferroviaria storica.
La realizzazione del nuovo Ponte dell’Uccellino sul fiume Secchia, del valore di 6 milioni 950 mila euro finanziato per 5 milioni 150 mila euro dalla Regione Emilia-Romagna (con contributo dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile) e per la quota rimanente di 1 milione 800 mila euro da Comune di Modena, Provincia di Modena e Comune di Soliera. Il progetto prevede la realizzazione di una nuova infrastruttura a doppia corsia in sostituzione di quella attuale.
Il potenziamento delle attività del Laboratorio Aperto, per un valore di 437.500 euro di cui 350 mila coperti dai Fondi strutturali europei 2021-2027, ha l’obiettivo di rafforzare il suo ruolo di attrattore e facilitatore per la costruzione di comunità digitali e per la fruizione dei servizi di formazione sulla cittadinanza digitale, agendo in particolare sulla riduzione del divario di competenze digitali, sulla crescita della consapevolezza e delle abilità digitali e favorendo la generazione di idee di impresa nell’ambito del digitale, anche per la cultura.
Il rafforzamento dei servizi per l’inclusione sociale a Modena prevede la trasformazione del Centro stranieri in Centro servizi, attraverso un finanziamento di 875 mila euro di cui 700 mila di contributi europei. In particolare, è previsto il potenziamento dei servizi di accoglienza, la fornitura di beni materiali e l’accompagnamento socioeducativo per persone e nuclei familiari in condizioni di grave deprivazione materiale, privi di residenza e che hanno il loro centro di interesse nel territorio comunale di Modena, convogliandoli all'interno di un unico centro, che diverrà anche il punto di riferimento per la rete dell’associazionismo locale e degli stakeholder. L'intervento garantirà il cofinanziamento della gestione dei servizi del Centro, che sarà affidata in appalto a un soggetto del Terzo settore.
Gi.Ga.


