Attualmente nel canile sono presenti circa 115 cani accuditi dagli operatori di Caleidos e dai volontari dell’associazione “Gruppo Argo”; in media accedono al mese 25-30 animali di cui circa 15 sono poi restituiti ai legittimi proprietari. Le adozioni sono una decina al mese. Per i cani da anni è obbligatoria l’identificazione con il microchip e quindi si è riusciti, nel tempo, a contenere il numero degli abbandoni che quest’anno hanno rappresentato il 28 per cento dei cani entrati; l’articolo 727 del Codice penale punisce, infatti, questa cattiva abitudine, che si presenta appunto nei mesi dell’estate: la condanna per i responsabili può arrivare a un anno di reclusione e un’ammenda fino a 10 mila euro. Il reato di maltrattamento di animali (544-ter) prevede, invece, fino a 18 mesi di reclusione e una multa che può arrivare a 30mila euro.
Per contro, si assiste alle richieste di cessione al canile degli animali di proprietà per motivi diversi (per esempio cambio di casa, nascita di un bambino, difficoltà di mantenimento per problemi economici e incapacità di gestione per problematiche comportamentali): da gennaio sono entrati, appunto, 21 cani da rinuncia e 16 sono in lista d’attesa. “Quest’ultimo è un numero elevato - spiegano dall’Ufficio Diritti animali del Comune di Modena - che si lega alla tipologia di cane che ultimamente entra, sia ritrovato sul territorio sia per rinuncia: un animale di grossa taglia con problemi comportamentali. Per il benessere e la sicurezza dell’individuo e degli altri cani già presenti nella struttura, la loro gestione prevede l’utilizzo di un box singolo con la conseguente drastica diminuzione degli spazi
Più in generale, sottolineano gli operatori comunali, “prima di adottare un animale è importante averlo incontrato e conosciuto, con l’obiettivo di accoglierlo in casa solo dopo aver sviluppato un percorso che ha portato al ‘match’ col nucleo familiare. In questo modo il rapporto potrà essere strutturato da entrambe le parti e il rischio di rinuncia o di abbandono dell’amico a quattro zampe, anche quando invecchia o presenta problemi di salute, risulterà significativamente ridotto”.
Gli amici a quattro zampe accolti per rinuncia dal canile di via Nonantolana 1219 sono in genere molossi o terrier di tipo bull (come, per esempio, pitbull e amstaff), maschi, non castrati, che crescendo manifestano la propria indole: l’indicazione, anziché portarli in canile, “è di rivolgersi a un professionista che tenti di facilitare la relazione con i proprietari”. In altri casi alcuni modenesi hanno motivato la rinuncia al proprio cane in quanto molto anziano, “perché non pronti a vederlo morire: ma è evidente - rilevano ancora dall’Ufficio Diritti animali - che per l’animale è ancora peggio affrontare, dentro a un box, l’ultimo periodo di vita e lontano dalla famiglia in cui è stato per tutta la sua esistenza”.
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