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Caos rifiuti: multa da 110 euro per cartone con il nome della ditta fuori dal cassonetto

Caos rifiuti: multa da 110 euro per cartone con il nome della ditta fuori dal cassonetto

Il caso di Alessio, imprenditore modenese: 'Mi hanno attribuito la responsabilità di un fatto senza alcuna prova. Farò ricorso perché un caso del genere non capiti a nessuno'


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'Una sanzione inaccettabile nel merito e nel metodo alla quale mi opporrò fermamente, a costo di andare al TAR. Non si può non contestare un atto del genere. Farlo passare significherebbe creare un precedente inaccettabile. Essere chiamato a rispondere in solido di una responsabilità che non ho e che chi me l'ha contestata non dimostra, è assurdo. Non possiamo consentire una licenza di multare chiunque solo perché in un sacchetto in una montagna di sacchi di rifiuti presenti fuori da un cassonetto, c'è un riferimento al proprio nome o alle propria attività. Ciò che è capitato a me non può e non deve capitare a nessuno'.

Alessio, imprenditore modenese, è stupito e arrabbiato. Nei giorni scorsi, tramite PEC, ha ricevuto un verbale del Comune e della Polizia Locale con il quale gli si contesta la violazione dell'ART. 20 C. 5 del regolamento Atersir relativo al conferimento dei rifiuti all'esterno dei contenitori. Un verbale redatto d’ufficio dal Comando di Polizia Locale di Modena. I fatti contestati risalgono al maggio scorso. Gli agenti accertatori della regolarità nel conferimento dei rifiuti, oggi moltiplicati dopo l'introduzione del porta a porta, (e visti sempre più di frequente nelle aree di conferimento rifiuti), intervengono per la presenza di numerosi sacchi e altri rifiuti domestici sfusi nei pressi della batteria di cassonetti di via Fregni, a Modena.
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Fanno foto e frugano tra i rifiuti deposti al di fuori del cassinetto, ispezionando sacchi e materiali alla ricerca di una traccia per risalire ad un eventuale responsabile. Ne trovano una con il nome di una attività: un negozio di oggetti d'arte con sede nella stessa via. Il nome è stampato su una piccola scatola di cartone trovata tra la montagna di rifiuti, in sacchi e non, fuori dal cassonetto. Nome dell'attività che gli agenti accertatori inviano agli organi competenti per l'avvio delle procedure sanzionatorie.

Procedure avviate, come specificato, d'ufficio, senza nemmeno contattare, in via preliminare, secondo quanto dichiarato da Alessio, il diretto interessato. Lui. Il suo nome non c'è su quella scatola, ma a lui il Comune risale in quanto titolare dell'attività, che ha sede, appunto, a pochi metri dalla batteria di cassonetti. Da maggio e fino ai giorni scorsi Alessio non riceve nulla. Il 3 luglio apre la PEC e legge il verbale di contestazione nel quale viene ritenuto responsabile e chiamato a rispondere in solido dell'abbandono dei rifiuti, di tutti i rifiuti, fuori dal cassonetto. 'Cosa assurda.
Sono ritenuto responsabile dell'abbandono dei rifiuti solo perché tra quelli è stato trovata una scatola con il nome della mia attività. Quella scatola la potrebbe avere messa chiunque, anche un mio cliente. Qui vicino, sulla via, ci sono tanti negozi. Basta trovare uno scontrino di una persona che lo getta per multare l'attività? Siamo davvero all'assurdo. Farò ricorso e contesterò la sanzione perché ingiusta e perché non voglio  che fatti del genere accadano ad altri. In sostanza questo non può essere un precedente'. 

Ma la storia raccontata da Alessio, che ha la sua bottega d'arte in un piccolo negozio di via Fregni, ma abita alla periferia di Modena, sembra unire al danno la beffa. Quando racconta delle richieste da lui avanzate e che sarebbero inevase da Hera per la raccolta di sfalci e potature nella sua abitazione. 'Non esistendoci più il cassonetto per la raccolta, avevo chiesto ad Hera un intervento per rimuovere la grande quantità di sfalci e potature del giardino. Mi era stato ripetutamente promesso un intervento che non è mai arrivato, nonostante i numerosi solleciti. Dopo tre mesi di attesa mi sono dovuto rivolgere ad una ditta privata perché i cumuli di sfalci avevano attirato oltre le zanzare anche i topi e la situazione non era più sostenibile.
Non è giusto. Hera e Comune possono accusare e sanzionare chiunque, come nel mio caso, senza prove mentre loro non hanno responsabilità nel momento in cui non ottemperano ai loro compiti?'

Gianni Galeotti
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