Sono le parole forse più leggere tra quelle contenute nella lettera sulla conferenza pubblica organizzata dall'Associazione Russia Emilia Romagna, il 20 gennaio prossimo, nella sala del Comune di via Viterbo, sulla fase di sviluppo di Mariupol, quelle espresse dall'ambasciatore dell'Ucraina in Italia Yaroslav Melnyk. Nella richiesta formale inviata al sindaco di Modena. Una lettera dai toni durissmi contro l'iniziativa che chiaramente non può essere ignorata ma che se accettata, dal sindaco, nel merito delle richieste, porterebbe lo stesso Muzzarelli a fare un passo indietro rispetto alla posizione espressa nel pomeriggio in una nota ufficiale. Anche in risposta alle numerose richieste tese a non fare concedere l'uso della sala. Una risposta con la quale il sindaco di Modena si dissociava dai contenuti oggetto della conferenza ma allo stesso tempo rilevava come di fatto non ci fossero, considerando l’impegno dell'associazione, a sottoscrivere e rispettare quanto previsto dal regolamento comunale e conividendo valori sanciti dalla Costituzione e dalla Repubblica Italiana tra cui il divieto di professare e/o praticare ideologie e comportamenti fascisti e razzisti. 'Un impegno - scriveva il sindaco poche ore fa - che auspichiamo venga rispettato'. In sostanza, pieno distacco da qualsiasi posizione filo russa ma assenza di condizioni per evitare di farla svolgere. Almeno in quella sala. Posizione, quella del sindaco di Modena, che una volta postata sulla sua pagina Facebook, ha generato una raffica di critiche da parte di cittadini convinti che quella iniziativa non si debba fare.
Certo è che la missiva diretta al sindaco di Modena dall'ambasciatore Ucraino in Italia, con la richiesta di mettere in campo gli strumenti per impedire invece che la conferenza si svolga, porta la questione ad un livello nazionale e diplomatico, certamente in un punto mai raggiunto in occasione di altre e anche recenti conferenze che in città, sul tema della guerra in
Pare proprio che il titolo della conferenza riguardante la ricostruzione di Mariupol abbia scatenato la reazione dei più alti livelli della rappresentanze ucraina in Italia che in premessa alla richiesta di non fare svolgere l'iniziativa ha usato parole durissime: 'Consideriamo questo evento il massimo del cinismo, un aperto insulto alla memoria di migliaia di vittime civili, una manifestazione concentrata della propaganda russa e una violazione di tutti i fondamenti e principi morali'. E ancora: 'Per nascondere la portata dei loro crimini le fore di occupazione bruciarono i corpi dei morti nei crematori mobili, e ora il governo russo e i suoi leccapiedi si permettono di parlare senza scrupoli della ricostruzione della città che loro stessi hanno completamente distrutto'. L'ambasciatore non risparmia nemmeno accuse ad alcuni dei relatori annunciati all'evento definendoli giustificatori dell'aggressione russa e attivi istigatori dell'odio contro gli ucraini'. Parole di condanna che anticipano e motivano la richiesta al sindaco affinché la sala civica di via Viterbo non venga concessa e che sicuramente scaldano l'atmofera a 15 giorni dall'evento.
Gi.Ga.


