La settima sezione del Consiglio di Stato, riformando la decisione del Tar del Lazio, ha annullato il provvedimento del Consiglio superiore della magistratura che riguardava il trasferimento d'ufficio, per incompatibilità ambientale, del procuratore della Repubblica di Reggio Emilia Marco Mescolini. La decisione del Csm era del febbraio 2021: all'origine della vicenda c'era stato un esposto presentato da quattro pm reggiane dopo la pubblicazione delle chat fra Mescolini e l'allora consigliere del Csm Luca Palamara, col primo che insistentemente si informava sull'iter della sua nomina a procuratore capo di Reggio Emilia.
Le quattro sostenevano di non essere più nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria. Mescolini, come pm a Bologna, aveva coordinato l'inchiesta Aemilia contro la 'Ndrangheta. Il plenum del Csm aveva ritenuto che la credibilità del procuratore fosse ormai stata compromessa dall'ampia risonanza delle chat. La sentenza dei giudici amministrativi di secondo grado ha invece rilevato l'insufficienza della motivazione del provvedimento a suo carico, non risultando verificati l'effettiva perdita di fiducia nei confronti dell'operato del procuratore o un appannamento della sua immagine sull'intero territorio regionale.
Per il Consiglio di Stato sarebbe stato significativo e importante raccogliere sul conto di Mescolini anche le dichiarazioni degli esponenti della polizia giudiziaria e in generale delle forze dell'ordine, ma non risulta che ciò sia stato fatto. Inoltre si ritiene illegittima l'estensione dell'incompatibilità all'intero distretto. Ora il magistrato, nel frattempo sostituto procuratore a Firenze, potrebbe ritornare in Emilia-Romagna e il Csm potrebbe fare una rivalutazione della sua posizione. A Reggio Emilia nel frattempo è stato nominato procuratore Gaetano Paci, ma il provvedimento amministrativo non incide su questa nomina che non è stata oggetto di impugnazione.
Consiglio di Stato dà ragione a Mescolini: annullato il trasferimento
Il magistrato, nel frattempo sostituto procuratore a Firenze, potrebbe ritornare in Emilia-Romagna e il Csm potrebbe fare una rivalutazione della sua posizione
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