La carenza strutturale di personale negli ospedali, ed in particolare nei comparti dell'emergenza urgenza, costituisce uno dei motivi alla base della riorganizzazione del sistema di emergenza urgenza stesso. Inserita come obiettivo nella legge regionale che prevede i piani di riorganizzazione territoriale da parte delle singole Ausl provinciali. Il Piano di Modena, che ha letteralmente spaccato la Conferenza Territoriale sociale sanitaria, è stato approvato dalla CTSS di Modena con 20 voti favorevoli sui 48 comuni della provincia. Problema per il quale non si intravede soluzione, almeno nell'immediato, anche perché l'esodo più che arrestarsi continua e l'obiettivo dichiarato dall'assessore è di non rinnovare, a scadenza, il ricorso alle cooperative di somministrazione di medici a gettone a 1400 euro a turno concentrati per supplire la carenza nei Pronto Soccorso di Carpi e Mirandola. Una soluzione che se da un lato ha impedito ai reparti di chiudere dall'altro ha incrementato l'esodo di professionisti dipendenti , stanchi di lavorare ad un quarto del compenso a turno di quello guadagnato da colleghi esterni. Come un gatto che si morde la coda.
'Io ci parlo tutti i giorni con i professionisti che lavorano nell'emergenza - urgenza e che non hanno la prospettiva della pensione almeno nell'immediato. E i motivi della scelta di andarsene sono presto detti. Si parte della scarsità della retribuzione, che si inserisce in un contesto nazionale di retribuzioni inadeguate di medici e infermieri.
Ed è proprio su questi punti che per Donini, in mancanza di soluzioni di breve periodo, e di fronte alla prospettiva di una carenza sempre maggiore di medici, si è arrivati alla necessità di riorganizzare il sistema attraverso la nascita dei CAU, in sostituzione dei punti di primo intervento e in affiancamento dei pronto soccorso, e attraverso la riorganizzazione (che in questo caso equivale al taglio) di alcuni mezzi per il soccorso avanzato nella rete dell'emergenza territoriale.
'Vi assicuro che non esiste un piano migliore di questo. In altre regioni di fronte alla scelta tra cambiare, privatizzare, tagliare o chiudere, hanno scelto tagliare, o di spostare la sanità sul privato dove un professionista garantisce in tre giorni ma il prezzo di 150 euro quello che noi vogliamo ancora garantire gratuitamente.
Gi.Ga.

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