L’Aceto Balsamico di Modena costituisce in effetti un elemento di fondamentale importanza per il tessuto sociale, culturale ed economico del territoriomodenese e della Regione Emilia Romagna; un patrimonio creato, protetto e valorizzato da imprenditori lungimiranti che ha sempre potuto contare sull’appoggio istituzionale soprattutto per quanto riguarda l’attività di promozione e valorizzazione”, e che oggi più che mai è sostenuto nelle sue battaglie legali dal Ministero e dai rappresentanti del Governo italiano, come evidenziato nell’intervento di Luciano Nieto Capo della Segreteria Tecnica del Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo: “A Modena si celebra una ricorrenza importante, dieci anni di uno dei prodotti simbolo dell’Italia nel mondo, crediamo che sia sempre più importante difendere queste tipicità che sono diffuse nel mondo come emblema della nostra qualità” .
“Dieci anni di tutela. Tre secoli di storia.” È il pay off scelto dal Consorzio per questo anno celebrativo e il titolo del convegno presentato ieri sera, una riflessione sul processo storico che ha portato alla nascita di questo prodotto e della sua attualizzazione nel contesto contemporaneo. Gli interventi dei due relatori e le conclusioni della Regione Emilia-Romagna, hanno offerto uno sguardo sincronico che ha permesso di percepire lo spessore socio-culturale, oltre che economico, dell’Aceto Balsamico di Modena e del contesto che lo ha generato. La prima relazione è stata dedicata alla storia e alla tradizione degli aceti balsamici d Modena, la
Dieci anni di strada dunque, tanto lavoro fatto e molto altro da portare avanti, grazie al lavoro puntuale e incessante del Consorzio che, ufficialmente, dà inizio alle proprie attività già nel 1993, con la sua costituzione. Tuttavia è dopo il 2009 che il lavoro per esso si è decisamente intensificato.
“Attraverso un lavoro relazionale importante – ha premesso Federico Desimoni, Direttore del Consorzio di Tutela dell’IGP - è stato possibile fare sintesi tra diversi soggetti presenti al momento della registrazione e riportare ad unità un settore molto frammentato, fino ad arrivare al riconoscimento pubblico come “Consorzio di Tutela” ad opera del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nel marzo 2014.
Quest’ultima attività è stata proficua soprattutto nell’ultimo biennio; da menzionare in particolare sono alcune ordinanze-ingiunzione dell’ufficio sanzioni dell’ICQRF centrale, due sentenze del tribunale di Bologna, una sentenza della Corte d’Appello di Bologna e fino ad arrivare al contenzioso partito dalla Germania ed ora in decisione presso la Corte di Giustizia Europea. Molte energie sono state profuse altresì a livello di comunicazione, promozione e valorizzazione del prodotto: numerosi sono stati infatti i progetti del Consorzio tanto a livello nazionale quanto comunitario, che hanno ottenuto finanziamenti pubblici e reso possibile lo sviluppo di iniziative di rilievo in importanti mercati extraeuropei come gli Stati Uniti. Un progetto, quest’ultimo rivolto al mercato americano, partito nel 2017 e che terminerà nel 2020, per il quale tuttavia è già stato richiesto il rinnovo per un ulteriore triennio.
Una visione prospettica, orientata al futuro dunque e incentrata sull’importanza di guardare avanti per porsi nuovi obiettivi.
“Il Consorzio ha già iniziato ad allargare i propri orizzonti – ha spiegato Mariangela Grosoli, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena IGP - avviando varie iniziative e progetti pilota relativi ad alcuni concetti chiave: aumentare sempre più le garanzie per il consumatore attraverso progetti che
L’incontro si è concluso con l’intervento del dott. Mario Montanari, Responsabile Servizio Innovazione, Qualità, Promozione e Internazionalizzazione del Sistema Agroalimentare, della Regione Emilia-Romagna che è tornato ad evidenziare come “In questo momento di internazionalizzazione la produzione di prodotti certificati è il punto più importante della nostra agricoltura. Negli ultimi 5 anni abbiamo messo le IG al centro delle nostre politiche legandoli ad altri aspetti necessari per continuare a crescere: innovazione e dimensione internazionale. Questi saranno gli elementi principali necessari per il futuro e per l’Emilia Romagna che è la prima regione europea per produzione agroalimentare sarà importante continuare questa crescita insieme alla valorizzazione e promozione dei nostri prodotti certificat


