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20 anni fa la strage in Iraq: Modena ricorda le vittime di Nassirya

20 anni fa la strage in Iraq: Modena ricorda le vittime di Nassirya
20 anni fa la strage in Iraq: Modena ricorda le vittime di Nassirya
20 anni fa la strage in Iraq: Modena ricorda le vittime di Nassirya

Cerimonia questa mattina al Monumento ai Caduti in viale Martiri della Libertà con autorità e associazioni combattentistiche


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Il ricordo delle vittime di Nassiriya, così come di tutte le vittime di tutte le guerre e di tutti gli attentati, rappresenta l’occasione per “rinnovare il nostro impegno per la pace, contro ogni forma di terrorismo e di integralismo” in un momento in cui abbiamo una guerra di occupazione nel cuore dell’Europa e in Medio Oriente assistiamo a nuovi massacri. Lo ha sottolineato il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli intervenendo, nella mattinata di oggi, domenica 12 novembre, durante la cerimonia di commemorazione organizzata da Comune e Provincia che si è svolta al Monumento ai Caduti in viale Martiri della libertà in occasione del 20° anniversario dell’attentato alla base italiana in Iraq in cui nel 2003 morirono 28 persone, tra cui 17 militari e due civili italiani.

Pensando, in particolare, agli attentati di Hamas, agli ostaggi israeliani, alla catastrofe umanitaria di Gaza, il sindaco ha affermato: “Non possiamo rassegnarci all’orrore e alla violenza. Pace, libertà e democrazia sono per noi valori strategici che non si possono mettere in discussione”.

Alla cerimonia, con la prefetta Alessandra Camporota e il comandante della Accademia generale Davide Scalabrin, assieme al presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, al presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, alla consigliera regionale Francesca Maletti e alcuni consiglieri comunali, hanno partecipato le autorità cittadine e militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche.
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Dopo la deposizione della corona d’alloro, monsignor Paolo Notari, vicario foraneo del centro storico di Modena, ha guidato una preghiera a ricordo dei caduti.

L'attentato
Erano le 10:40 locali (le 8:40 italiane) del 12 novembre 2003. Un'autocisterna forza l'entrata della base Maestrale, presidiata dai carabinieri. È lanciata a tutta velocità, trasporta due attentatori e quasi 300 chili di esplosivo. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'entrata, abbatte uno dei due terroristi, ma il mezzo prosegue la sua folle corsa. Poi l'esplosione che, con un effetto domino, fa saltare in aria il deposito munizioni. Il bilancio è terribile: 28 militari morti, di cui 19 italiani e 9 cittadini iracheni. A vent'anni dalla strage, i familiari delle vittime chiedono ancora la concessione delle medaglie d'oro al valor militare, per onorare la memoria e il sacrificio dei loro cari, definiti 'eroi' per la nazione.
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