Pensando, in particolare, agli attentati di Hamas, agli ostaggi israeliani, alla catastrofe umanitaria di Gaza, il sindaco ha affermato: “Non possiamo rassegnarci all’orrore e alla violenza. Pace, libertà e democrazia sono per noi valori strategici che non si possono mettere in discussione”.
Alla cerimonia, con la prefetta Alessandra Camporota e il comandante della Accademia generale Davide Scalabrin, assieme al presidente del Consiglio comunale Fabio Poggi, al presidente della Provincia Gian Domenico Tomei, alla consigliera regionale Francesca Maletti e alcuni consiglieri comunali, hanno partecipato le autorità cittadine e militari e i rappresentanti delle associazioni combattentistiche. Dopo la deposizione della corona d’alloro, monsignor Paolo Notari, vicario foraneo del centro storico di Modena, ha guidato una preghiera a ricordo dei caduti.
L'attentato
Erano le 10:40 locali (le 8:40 italiane) del 12 novembre 2003. Un'autocisterna forza l'entrata della base Maestrale, presidiata dai carabinieri. È lanciata a tutta velocità, trasporta due attentatori e quasi 300 chili di esplosivo. Il carabiniere Andrea Filippa, di guardia all'entrata, abbatte uno dei due terroristi, ma il mezzo prosegue la sua folle corsa. Poi l'esplosione che, con un effetto domino, fa saltare in aria il deposito munizioni. Il bilancio è terribile: 28 militari morti, di cui 19 italiani e 9 cittadini iracheni. A vent'anni dalla strage, i familiari delle vittime chiedono ancora la concessione delle medaglie d'oro al valor militare, per onorare la memoria e il sacrificio dei loro cari, definiti 'eroi' per la nazione.


