Dopo lo sblocco di lunghe procedure per l'autorizzazione a realizzare un chiosco, il cantiere potrebbe e dovrebbe aprire. L'area dei lavori, di fronte a via Saragozza e alla ex questura, comprende anche antiche piante ed in particolare un imponente cedro del Libano. La distanza di rispetto che dovrebbe essere tenuta dalle infrastrutture che dovrebbero realizzate per i chioschi, stando al regolamento comunale che è stato esaminato a fondo dai comitati in relazione alla tutela di questo genere di piante, dovrebbe essere di almeno 5 metri. Distanza che, vista la vicinanza della strada, renderebbe difficile, se non impossibile, se rispettata, la realizzazione del chiosco.
'Questo è un cantiere simbolo della mancanza di tutela e di attenzione rispetto al verde pubblico in città. In questo caso si tratta di un vero e proprio sfregio al patrimonio verde tutelato della nostra città ed in particolare delle piante di questo parco' - afferma Emanuela Luppi. 'Si tratta di un albero di pregio di rango comunale. Non siamo a della tipologia di struttura che sarà realizzata, rispetto all'uso del cemento o necessità di fondazioni.
'Per quanto riguarda le scuole siamo di fronte ad un vero e proprio scempio, svolto deliberatamente dall'amministrazione comunale. Le ruspe hanno agito durante il periodo di chiusura per le festività Pasquali e al rientro i bambini hanno visto il giardino raso al suolo. La motivazione della mensa è oltretutto difficile da comprendere. Si tratta di strutture di cui le scuole non hanno bisogno e la motivazione della necessità di spendere i soldi del PNRR non può reggere. Pensiamo che alle scuole Rodari la mensa supplirà il fabbisogno di 140 posti rispetto ai 500 bambini presenti. Scelte impattanti che l'amministrazione ha svolto senza nemmeno passare per il consiglio comunale'
Gi.Ga.


