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Modena, drammatica lettera di una infermiera: 'Altro che eroi, nessuna tutela'

Modena, drammatica lettera di una infermiera: 'Altro che eroi, nessuna tutela'

Nonostante le promesse fatte più di una settimana fa dallo stesso Venturi e da Bonaccini. No tampone. No quarantena. In servizio a testa bassa


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Buongiorno. Questa lettera vuole rappresentare uno sfogo da parte di un'infermiera di Modena in merito alla situazione lavorativa che quotidianamente la nostra categoria vive. Siamo partiti un mese fa con l'ordine ufficioso da parte della nostra direzione di non indossare dispositivi di sicurezza individuale preventivi per evitare che gli utenti si spaventino, con il risultato che diverso personale si è infettato, fino all'obbligo di dover indossare le mascherine chirurgiche per non infettare l'utenza, passando quindi alla figura di untori. Il tutto in un mese di carenze di presidi, non so se per ordini non sufficienti, se per incompetenza di coordinatori, che per ordini superiori li centellinano, fornendoli in prevalenza ad altre categorie, come i medici, come se noi non facessimo assistenza diretta sul paziente.

Un mese dove i tamponi sono ancora un optional raro, nonostante le promesse fatte più di una settimana fa dallo stesso Venturi e da Bonaccini. No tampone. No quarantena. In servizio a testa bassa pur di avere la mascherina per tutelare i pazienti, ma le nostre famiglie chi le tutela? Un mese in cui agli eroi della sanità, come li avete definiti tante volte, gli viene pure contestato di essersi ammalati durante il servizio, viste le dichiarazioni del dottor d'Ancona, ISS, e della stessa AOU.
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Un mese di straordinari, che ho i miei dubbi verranno pagati, vista l'esperienza del terremoto. Ma la nostra tutela vale così poco? La sanità vale così poco? In 30 anni di servizio non avevo mai affrontato una situazione così drammatica, non solo per i pazienti, spaventati e soli, ma anche per colleghi, che purtroppo si sono contagiati. Pensate che noi siamo immuni alla paura, all'ansia, allo sconforto? Chiedo se si può continuare a lavorare così, con la precarietà dei presidi e una mancanza di tutela da parte della nostra dirigenza.
Grazie 

Una infermiera modenese

La nostra redazione è in possesso del nome della infermiera di Modena autrice della lettera. Per cura e rispetto del suo lavoro abbiamo deciso di non pubblicare il nome, ma la denuncia che viene lanciata in queste righe scuote la coscienza di ciascuno.
Foto dell'autore

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