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Esclusi dalla scuola scelta con una telefonata, scattano le diffide

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Partecipata e ricca di testimonianze di famiglie l'assemblea pubblica organizzata da Udicon Emilia-Romagna, Paldino: 'Situazione inaccettabile. Rappresenteremo le istanze delle famiglie. Patrocinio gratuito per la diffida. Lo scorso autunno le istituzioni ci hanno negato il confronto. Oggi la situazione è peggiorata, anche nel metodo'


Esclusi dalla scuola scelta con una telefonata, scattano le diffide
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'Mi ha telefonato la dirigente della prima scuola superiore scelta per dirmi che mio figlio era stato escluso e che se non mi affrettavo ad indicare una alternativa avrebbero scelto loro per me. Ho chiesto che mi spiegassero le motivazioni ma non le hanno date. Né al telefono né per mail' - afferma una madre.
'Mia figlia è stata esclusa non solo dalla prima scuola, il liceo Venturi, ma anche dalle altre due scuole scelte, e ci è stato chiesto di sceglierne una quarta visto che hanno equiparato il Guarini Tecnico al professionale, scelti come seconda e terza scuola da mia figlia, che così si è trovata ad essere esclusa da tutte le scuole scelte. E tutto via telefono, comunicato dalla dirigenza, senza uno scritto. Sempre via teefono ci hanno consigliato di iscriverci al Cattaneo o al Selmi biologico.

Ora è tutto è fermo, non sappiamo cosa fare' - afferma Stefania. un'altra madre preoccupata e delusa da quanto è successo.

Sono accomunate da stupore, rabbia incredulità non solo per l'esclusione dei propri figli alla scuola superiore scelta al momento dell'iscrizione ma anche per i metodi decisamente non convenzionali con cui l'esclusione è stata comunicata. Con una telefonata, senza nulla di scritto, senza un perché sui motivi, senza ufficialità e senza fare riferimento ad una graduatoria da potere osservare. E per lo più, spesso, con l'invito a fornire una risposta in breve tempo rispetto all'ipotesi di accettare l'iscrizione ad un altra scuola in alcuni casi già contattata dalla prima scuola scelta e negata.

Storie di genitori e di figli delusi dalle esclusioni e umiliati da modi della comunicazione da parte delle scuole per confermare l'esclusione, che si sono intrecciate, giovedì sera, nell'assemblea pubblica organizzata da Udicon Emilia-Romagna per raccogliere testimonianze ma soprattutto per proporre azioni a tutela degli studenti di terza media esclusi dalle scuole superiori scelte nella richiesta di iscrizione.



'Una situazione inaccettabile, nelle modalità oltre che nel merito, che contestiamo fermamente anche perchè peggiora ulteriormente la situazione dello scorso anno e che speravamo si potesse evitare quest'anno' - afferma Vincenzo Paldino, presidene Udicon. Non a caso lo scorso ottobre avevamo inviato alle istituzioni scolastiche e agli enti locali, la richiesta di incontro per prevenire gli stessi problemi. Purtroppo pur essendo una associazione che tutela i consumatori riconosciuta a livello regionale, l'incontro ci è stato negato. Oggi ci troviamo in una situazione che si poteva evitare. I numeri ancora non ci sono ma se l'anno scorso erano trecento i ragazzi esclusi dalla scuola scelta, quest'anno, visto l'alto numero di segnalazioni già arrivate, potrebbero essere anche di più. Ma lo ripeto, ciò che è inaccettabile è il metodo non corretto, adottato da diverse scuole, nel comunicare la decisione di escludere un ragazzo o una ragazza senza indicare i criteri adottati, le motivazioni, e senza pubblicare le graduatorie. Ogni famiglia ha diritto di sapere il perché il proprio figlio è stato escluso. Una prassi inaccettabile quella di quest'anno, ancora più anomala costituita dalla chiamata a casa di alcune scuole superiori modenesi in cui veniva suggerito, ancora in fase di iscrizione, di ricompilare la domanda per il nuovo anno scolastico indicando altri istituti, in quanto quello prescelto risultava già pieno, nonostante fosse ancora aperto il periodo per fare richiesta sul sito del Miur'.

Il Consiglio alle famiglie

A questo punto, Paldino, quale è il consiglio che fornite alle famiglie? 'Non rispondere a richieste telefoniche di indicare una scuola alternativa o di accettare una soluzione suggerita dalla scuola. Poi chiedere e pretendere una comunicazione scritta e motivata. Sia nel caso in cui la scuola non risponde sia nel caso in cui risponde ma senza adeguata motivazione, siamo pronti ad inviare gratuitamente, a nome della famiglia, una diffida formale alla scuola a fornire la delibera del consiglio di istituto recante i criteri di ammissione utilizzati nella fase di valutazione delle domande di ammissione e la specifica indicazione circa i motivi di esclusione del minore'.

L'ipotesi del ricorso al Tar? 'E' da valutare caso per caso, perchè è da presentare per ogni caso singolo e anchela sentena vale per quel caso. I nostri legali valutano la possibilità di farlo, ma c'è il fattp che anche in caso di risultato positivo, vale per quel caso che magari viene riammesso in sostituzione di un altro ed è, appunto, limitato a quello. Il discorso che vogliamo affrontare noi, e vorremmo ci fosse consapevolezza tra le famiglie, è di carattere collettivo. La risoluzione di un caso o di una somma di casi singoli, attraverso il ricorso al TAR, non risolve il problema che noi invece vogliamo risolvere per il futuro, riguardando il diritto allo studio dei nostri figli'

Già lo scorso anno, di fronte al medesimo problema, Udicon aveva inviato la diffida per ogni studente escluso. La risposta diretta non era arrivata, ma forze l'effetto si. Fatto sta che il 70% circa degli studenti che erano stati esclusi e che avevano inviato, tramite Udicon, la diffida, sono stati poi accolti. 'Ne fummo soddisfatti ma non lo saremo a pieno fino a quando il problema sarà affrontato alla radice e possibilmente risolto per tutti. Perché è un problema di valenza pubblica che intacca diritti fondamentali come il diritto allo studio. E come tale, nella sua valenza pubblica, va affrontata in forma collettiva dovrebbe coinvolgere anche coloro che hanno ricevuto l'accettazione alla scuola scelta. E all'incontro Udicon c'erano anche casi di genitori che hanno ottenuto la conferma della prima scelta ma che non hanno mollato la 'battaglia per altri'. Tra i partecipanti alla serata alcune componenti del comitati genitori che si è creato alle scuole Ferraris e che ha coinvolto altri comitati ai altri istituti comprensivi della città e di Nonantola. Anche nei loro confronti le istituzioni hanno negato il confronto chiesto. 'Per i residenti di Nonantola, sottolinea Stefania Bavutti nel corso dell'incontro, le famiglie sono ancora più penalizzate dal criterio della residenza. 

Tornando alle azioni da intraprendere in sintesi Udicon ha confermato il patrocinio gratuito e il supporto per la compilazione e l'invio delle diffide alle scuole, per ogni singolo caso, e la decisione di proseguire con una azione collettiva, nei confronti delle istituzioni.

'Siamo amareggiati per quanto sta accadendo – afferma il presidente di U.Di.Con. Emilia-Romagna, Vincenzo Paldino -. Le tante chiamate arrivate al nostro centralino nelle ultime ore, ci hanno convinto ad organizzare una serata in cui ribadiremo l’impegno della nostra associazione a tutelare famiglie e ragazzi. Come già comunicato nelle scorse settimane, il problema poteva venire affrontato avviando un vero confronto con gli enti, ma le scuole lo hanno ostinatamente rifiutato, nonostante il nostro invito e quello dei comitati'.

Gianni Galeotti

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 


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