Esclusi dalla scuola superiore scelta, per i ragazzi rischio breakdown evolutivo
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Esclusi dalla scuola superiore scelta, per i ragazzi rischio breakdown evolutivo

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Il tema degli esclusi dalle scuole superiori scelte, al centro di una conferenza organizzata dai comitato genitori delle scuole Ferraris con il supporto di Udicon. Per gli esclusi dalle tre scuole scelte al via i ricorsi al Tar. Per il presidente Paldino: 'L'accoglimento della sospensiva creerebbe un precedente importante, ma la problematica era risolvibile con un dialogo con enti ed istituzioni che non c'è stato e che per il futuro auspichiamo'


Esclusi dalla scuola superiore scelta, per i ragazzi rischio breakdown evolutivo
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Un breakdown evolutivo, una vera e propria rottura, a livello psicologico, del percorso di sviluppo dei ragazzi in una fase, come quella della adolescenza, dove la creatività esplode e dove il giovane definisce la propria identità.

È questo il rischio paventato dallo psicologo e psicoterapeuta Giuseppe Capone, rispetto agli effetti sui ragazzi di terza media dell'esclusione dalla scuola superiore scelta al momento dell'iscrizione. Capone parla ad una platea di genitori all'incontro organizzato presso le scuole medie Ferraris di Modena dal locale comitato genitori, creatosi nel novembre scorso per affrontare la problematica, con la collaborazione di Udicon Emilia Romagna, rappresentata per l'occasione dal presidente regionale Emilia-Romagna Vincenzo Paldino.

La questione è quella ancora irrisolta, e che come tale si ripresenta ogni anno, legata all'esclusione degli studenti di terza media, dalle scuole superiori che registrano esuberi nel numero di iscrizioni rispetto ai posti a disposizione.

Esclusioni che provocano un impatto sui ragazzi e sulle famiglie, e che diventano motivo di disagio e di sconforto ulteriore nel momento in cui avvengono sulla base di criteri stabiliti e applicati autonomamente e in modo poco per non dire per nulla trasparente dalle dirigenze scolastiche, su delega dell'ufficio scolastico provinciale. Centinaia di ragazzi che dopo avere scelto la scuola superiore alla quale iscriversi, magari dopo avere partecipato a open day e giornate dell'orientamento, e che si sono trovati anziché porte aperte, porte chiuse. Dalla scuola preferita. 

La problematica, come più volte ricordato e testimoniato da tante famiglie negli ultimi 3 mesi, ovvero dal momento in cui si sono chiuse le iscrizioni, non è soltanto legata agli effetti dell'esclusione ma alle  modalità con cui queste avvengono, ovvero spesso senza trasparenza e senza adeguata informazione di merito nei confronti delle famiglie dei ragazzi esclusi rispetto ai criteri utilizzati e alle modalità con cui questi sono stati utilizzati.


Questo provoca ai ragazzi esclusi una sensazione di inadeguatezza, di sfiducia che si traduce in chiusura se non in aggressività. 'I giovani, a quell'età, sono un vulcano in eruzione. E' come bloccare e spingere l'energia del vulcano di nuovo all'interno. Gli effetti possono essere esplosivi anche in termini di aggressività' - afferma Capone. 'Bloccare questa creatività, limitare le opportunità, equivale ad  imprigionarli e ingabbiarli e produce l'effetto opposto a quello che la letteratura scientifica indica, ovvero l'opportunità di liberare la creatività e la possibilità di scelta'.

Dagli effetti sul piano sociale e psicologico agli effetti sul piano tecnico e giuridico. Aspetto, quest'ultimo, affrontato dal Presidente Udicon Vincenzo Paldino.
Col passare dei mesi il numero ufficiale degli esclusi (sul quale continua a trapelare poco o nulla dagli organismi competenti), sembrerebbe ridursi, ma solo formalmente. In quanto molte famiglie di ragazzi esclusi dalle prime scelte hanno accettato le proposte alternative arrivate contestualmente alle telefonate dalle segreterie o dai diritenti scolastici per comunicare l'esclusione.
Nel momento in cui una famiglia accetta non viene conteggiata come esclusa e quindi, ridimensionandosi il numero, è come se si ridimensionasse il problema. Che invece rimane, anche se sempre più sottotraccia. Udicon, che già lo scorso anno si era occupata del problema assistendo numerose famiglie, anche quest'anno ha inviato decine di lettere di diffida alle scuole anche solo per tutelare il diritto ad avere informazioni ufficiali e scritte alle famiglie dei ragazzi esclusi sui criteri adottati e sulle motivazioni dell'esclusione. Lo scorso anno era bastata anche la lettera di diffida alle scuole per risolvere diversi casi.

Quest'anno i numeri sono rimasti importanti. Centinaia, si presume, a livello provinciale. Una ottantina quelle arrivate sul tavolo dell'Udicon. Una trentina quelle di ragazzi esclusi da tutte e tre scelte. Di queste, tre hanno deciso di procedere, attraverso Udicon che ha fornito supporto gratuito, con un ricorso al Tar.
'L'accoglimento della richiesta di sospensiva creerebbe un importante precedente che potrebbe essere applicato in tutti gli altri casi' - ha affermato Paldino che, nel merito, ha sottolineato come il 'ricorso al TAR rappresenti un tentativo ultimo e complicato, oltre che costoso, di risolvere un problema che doveva e poteva essere risolto per tempo con il confronto ed il dialogo tra enti, istituzioni, ed associazioni come la nostra; incontro che purtroppo non c'è stato. Ricordiamo che come Udicon, memori della medesima problematica affrontata due anni fa, avevamo scritto quest'anno, nel mese di ottobre, a tutte le scuole, proponendo un confronto con tutti i soggetti coinvolti, dall'ufficio scolastico regionale alle scuole alla Provincia competente per l'edilizia delle scuole superiori, al fine di affrontare per tempo, e prevenire, il problema. Purtroppo non ci è stato concesso e il problema, che soprattutto in provincia di Modena a differenza di altre province della regione presenta numeri rilevanti, si è ripresentato quest'anno, negli stessi termini' - ha affermato Paldino.

Diversi, nel corso dell'incontro, anche gli interventi dei genitori con testimonianze e con proposte. Tra queste quella di un genitore docente di scuola superiore che ha affermato come il problema, riguardando alcune decine di studenti, potrebbe essere risolto sia sotto l'aspetto degli spazi ma anche con procedure già attuate in altri contesti, per consentire l'aumento temporaneo del numero di docenti a disposizione.

A Francesca, mamma di una ragazza delle scuole medie, facente parte del comitato di genitori nato nel novembre scorso alle scuole Ferraris, per occuparsi del problema, il compito di illustrare ai presenti l'attività del comitato stesso che nel tempo ha coinvolto nelle attività e nella richiesta di confronto con le istituzioni, altri comitati di circoli scolastici della città di Modena e di Nonantola. Comune, quest'ultimo dal quale si registra una forte flusso di studenti superiori verso gli istituti del capoluogo. Una attività che ha portato ad un recente incontro con il neo direttore dell'ufficio scolastico provinciale Schena e che ha avuto, in generale, il merito di mantenere alta l'attenzione su un problema importante e fortemente impattante sulle famiglie, sui ragazzi e sul loro futuro. Una problematica che, è stato l'auspicio di tutti i presenti e gli organizzatori, deve essere affrontata nella sua dimensione e nella sua valenza collettiva e non ridotta ad un problema personale e individuale da non affrontare più nel momento in cui il proprio caso è risolto. 'Solo in questa ottica' - hanno affermato gli organizzatori - 'si potrà prevenire e risolvere per tempo in futuro'.

Gianni Galeotti


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