'Molti continuano a parlare di efficacia (ancorché parziale) dei vaccini nel prevenire l’infezione da SARS-CoV-2, con effetti utili alla comunità, ma i dati ISS raccontano altro, come appunto dimostrato dal più recente bollettino ISS. Solo nella fascia d’età di 80 e più anni i dati ISS mostrano nei vaccinati con booster meno infezioni dei non vaccinati, ma il monitoraggio nei mesi mostrerà se tale protezione si mantiene - continua la Commissione medico-scientifica indipendente -. Si conferma che la protezione da ricoveri, accessi in terapia intensiva e decessi da COVID-19 resta migliore nei vaccinati (salvo che per i bambini di 5-11 anni, dove comunque i numeri sono molto piccoli). Si consideri, però, che il vantaggio si erode nel tempo (specie verso Omicron, l’unica variante con cui si debbano al momento fare i conti) negli adulti e in età pediatrica, benché più lentamente rispetto al vantaggio verso l’infezione. Ormai con la variante Omicron (che si è dimostrata meno letale di un’influenza stagionale) i rischi più gravi da COVID-19 sono grandemente ridotti, mentre i dati inglesi (dell’Ufficio Nazionale per le statistiche UK) relativi al 2022, purtroppo pubblicati per stato vaccinale solo da gennaio a non oltre maggio 2022, mostrano un’allarmante tendenza all’aumento dei tassi di mortalità in tutte le fasce di età nei vaccinati rispetto ai non vaccinati, con grandi differenze rispetto al 2021, quando i tassi di mortalità totale dei vaccinati erano nettamente inferiori rispetto a quelli dei non vaccinati'.
'La CMSi/Commissione Tecnico Scientifica indipendente, che da gennaio 2022 emette periodici aggiornamenti, anche a commento dei dati ISS, chiede di essere audita nelle sedi istituzionali idonee e insiste perché i sanitari e tutti gli interessati attuino le semplici verifiche proposte sulle tabelle dei Bollettini ISS, in modo didascalico e alla portata di chiunque (documento allegato).



