Un dato che fa il paio con quello che indica come il 72% (71,8) del campione intervistato ritiene che gli strumenti messi in campo finora per correggere le problematiche iniziali non siano stati soddisfacenti. E neppure l’introduzione del tutor in alcune zone pare avere cambiato le cose, al punto che l’86,6% dichiara di non averlo mai visto nel proprio quartiere.
In sostanza Hera non avrebbe fatto, e in molti casi continuerebbe a non fare (come tra l'altro abbiamo avuto modo di verificare questa mattina in città dove in molte vie sacchi e contenitori di rifiuti erano ancora in bella vista, su strade e marciapiedi ben oltre il mezzogiorno), ciò che ogni giorno invece dovrebbe fare. A questo si aggiunge in doiversi casi il mancato senso civico dei modenesi che abbandonano rifiuti in quantità e modalità non corrette, per non dire illegali.
E su questo punto emerge un altro interessante dato dal sondaggio: nonostante le criticità del modello rilevate a più riprese dai cittadini coinvolti nel sondaggio, un’altissima percentuale (79,2%) imputa anche allo scarso senso civico dei cittadini stessi le difficoltà del funzionamento del sistema di raccolta.
Alla domanda sulla pulizia delle strade (sacchetti abbandonati, sporcizia diffusa, ecc), la media tra i quattro quartieri è di un 61,5% di partecipanti che boccia l’attuale situazione (sommando sia i giudizi gravemente insufficienti che quelli appena sotto il 6), con un picco del 64,5% in centro storico.
Significativi
Andando sui ‘problemi tecnici’ del servizio, solo poco meno del 20% ha dichiarato di non aver riscontrato problemi, mentre la netta maggioranza ha evidenziato una molteplicità di problematiche, prima tra tutte quella relativa all’utilizzo della tessera Smeraldo per la raccolta indifferenziata.
Alta anche la percentuale dei modenesi che ha ampliato il ventaglio delle problematiche: il 22,3% ha indicato, in particolare, mancato rispetto del calendario di raccolta, poca chiarezza su dove lasciare i sacchi, mancata consegna dei kit di raccolta.
Altro motivo di malcontento emerso dal sondaggio, sono le tempistiche con cui le segnalazioni vengono prese in carico da Comune o Hera. Le problematiche iniziali derivanti da un qualunque processo di cambiamento sono tollerate se di rapida risoluzione, altrimenti rischiano di influenzare negativamente e a lungo il giudizio sull’intero processo.
I suggerimenti per migliorare il nuovo sistema di raccolta
Il 38,2% propone cassonetti con tessera per ogni tipo di rifiuto, il 29,5% una maggiore frequenza di raccolta, il 18,1% l’uso delle telecamere per individuare i trasgressori. Dal sondaggio la fascia d’età che più insiste per un ritorno al cassonetto (seppur con tessera) è quella più giovane, mentre gli over 70 accettano il cambiamento, ma vogliono che i trasgressori siano individuati e sanzionati.
In generale, da quanto emerge dall’indagine, il 38,3 % del campione intervistato vorrebbe tornare alla modalità di raccolta dei rifiuti con cassonetti (seppur con tessera) e un 80,3% ha lamentato una o più problematiche a seguito dell’applicazione del nuovo modello di raccolta. La fetta dei cittadini che non gradisce la modalità di raccolta dei rifiuti porta a porta a Modena - intesa nell’accezione di giorni ed orari determinati a priori - è di poco inferiore al 40%.
Le cause del malcontento e delle critiche
Dalle osservazioni e dalle critiche pervenute a U.Di.Con. Modena il ‘peccato originale’ è la deficitaria e inefficace campagna di comunicazione iniziale introdotta da Hera e dall’altrettanto insufficiente, e spesso ritardata, raccolta dei rifiuti, in particolare nelle prime settimane di applicazione del nuovo sistema di raccolta.
“E’ necessario fare un patto con i cittadini – dichiara il presidente regionale di U.Di.Con Emilia-Romagna, Vincenzo Paldino -. Così come viene chiesto giustamente agli utenti del servizio di riporre i rifiuti all’esterno solo nelle ore previste dall’ordinanza, deve essere imposto al gestore di ritirare i rifiuti in un orario consono a non far più vedere i rifiuti abbandonati per la città la mattina. Altra soluzione possibile, visto il perdurare del malcontento, affiancare all’attuale modello delle aree videosorvegliate (magari all’interno delle isole ecologiche già esistenti) dove i cittadini possano riporre i rifiuti in qualsiasi momento senza vincoli di orario con l’utilizzo della tessera. Queste aree andrebbero incontro alle esigenze dei numerosi modenesi che svolgono lavori non oggettivamente compatibili con il calendario proposto e potrebbero stemperare le critiche di quella fetta di popolazione che sta rifiutando in toto il modello proposto. Le aree dovrebbero essere video sorvegliate per evitare il mancato rispetto della corretta differenziazione dei rifiuti. Una volta migliorato il servizio e aperte le aree complementari, si dovrà essere rigorosi nel richiedere e nel far applicare il rispetto della normativa, applicando quando necessario anche le opportune sanzioni”.
Le domande, gli obiettivi del sondaggio e chi ha risposto
Sono oltre 3mila i modenesi che hanno risposto al questionario ideato da U.Di.Con. Modena con lo scopo di avere un riscontro - da parte degli utenti domestici, residenti (o domiciliati) in città - sulla qualità del servizio dopo l’introduzione del nuovo modello di raccolta stradale. Fondamentale, per coinvolgere in maniera propositiva il campione scelto, è stato permettere agli intervistati di proporre liberamente le soluzioni per girare pagina e dare alla città un vero porta a porta funzionante.
Le domande del questionario hanno riguardato le seguenti macroaree di interesse:
- Informazioni anagrafiche e composizione del nucleo familiare;
- Quartiere di residenza - la residenza nei 4 quartieri ha consentito di disaggregare i dati generali per un focus più approfondito sulle differenze di soddisfazione del servizio di raccolta -;
- Pulizia delle strade;
- Campagna informativa precedente l’applicazione del nuovo modello di raccolta;
- Problemi emersi a seguito dell’applicazione del nuovo modello di raccolta;
- Conoscenza delle competenze dei singoli soggetti coinvolti nella raccolta;
- Suggerimenti per migliorare il servizio (compilazione a campo libero).
Primo dato emerso nel sondaggio è il coinvolgimento maggiore delle donne sul tema rispetto ai residenti uomini: alle domande ha infatti risposto in prevalenza il sesso femminile (68,7%), con una percentuale che si attesta a più del doppio rispetto al sesso maschile (31,3%).
Come era facile da preventivare, il maggior numero di riscontri è pervenuto da utenti con età compresa tra i 30 e i 70 anni, mentre le percentuali degli under 30 (3,77%) e degli over 70 (5,03%) sono sensibilmente inferiori. Questo è spiegabile da un lato con la tendenza dei giovani a vivere con i genitori fino alla completa indipendenza economica (30,4 anni la media italiana) e, dall’altro, per gli over 70, una difficoltà oggettiva nell’utilizzo della modalità di compilazione online.


