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La diagonale del comune e dei bivacchi

La diagonale del comune e dei bivacchi

Tre giovani giovani tunisini (due irregolari richiedenti protezione e un clandestino), denunciati. Si erano accampati sulla sede della ex ferrovia


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In attesa che il comune la utilizzi per migliorare il sistema della mobilità cittadina, la diagonale (ovvero quella striscia di territorio che fino ad alcuni anni fa ospitava la linea ferroviaria storica, prima dello spostamento più a nord in uscita dalla città, e che ora dovrebbe ospitare una sede per il collegamento ciclabile dalla stazione deu treni alla zona ovest in direzione villaggio artigiano), rappresenta un luogo ideale per chi ritiene Modena zona franca, dove si può tranquillamento arrivare e soggiornare occupando edifici ed aree pubbliche e private abbandonate. Gli esempi abbondano, in ogni parte della città. Anche qui, dove la presenza dei ciottoli su cui un tempo posavano i binari sembrerebbe rappesentare un luogo alquanto scomodo come bivacco. 

Non era evidentemente così per tre giovani uomini di origine rumena di 21, 22 e 26 anni, soprese a persone bivaccare sulla massicciata della ex ferrovia, che costeggia via Paolucci, non lontano dalla pista ciclabile e all’altezza dell’intersezione con via Montale. I tre stavano ancora dormendo in quello che pareva un vero e proprio accampamento a cielo aperto con tanto di brande e materassi quando sono stati raggiunti dalla Polizia Municipale. 

Si tratta di tre ragazzi di nazionalità tunisina, di 21, 22 e 26 anni d’età, tutti denunciati perché non in regola con le leggi sull’immigrazione.
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Per la precisione il 22enne, che risulta aver presentato richiesta di protezione internazionale in attesa di risposta, è stato trovato in possesso di un coltello serramanico e quindi denunciato per detenzione di armi e oggetti atti ad offendere. Il 26enne invece era già stato segnalato dalla questura di Agrigento per essersi allontanato da un centro di permanenza, infine il più giovane dei tre non è mai stato segnalato e risulta completamente sconosciuto allo Stato italiano, come se non fosse nemmeno mai arrivato.
Tutti sono stati messi a disposizione dell’Ufficio Immigrazione della Questura per i provvedimenti a loro carico. La zona è invece stata completamente ripulita e i giacigli rimossi dagli operatori di Hera, mentre sull’area rimarrà alto il livello di attenzione della Municipale.

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