'Dopo i danni dovuti alla persistente siccità e quelli causati dalle gelate tardive dell'Aprile precedente, le violente perturbazioni di Giugno sono tornate a colpire l’agricoltura emiliano-romagnola. Vanno in particolare segnalate le grandinate del 18 Giugno che hanno investito diverse zone da Parma a Ferrara con chicchi di dimensioni eccezionali paragonabili a quelle di una palla da tennis'. Sembra cronaca degli ultimi giorni, invece non lo è. Risale al giugno 1997 ed è un brano tratto da un articolo di Gianfranco Simonini, (AER, Giugno ‘97), riproposto dal portale centometeo.it.
In Italia c'era ancora la lira con la quale si misurarono i 700-800 miliardi di danni provocati nella pianura ferrarese dal passaggio di una intensa cella temporalesca che scaricè a terra blocchi di ghiaccio di grosse dimensioni. Molte le similitudini con quanto successo in questi ultimi giorni nella bassa modenese e ferrarese. Anche rispetto al numero di celle temporalesche, due, (foto), e agli eventi che anticiparono la grandine. 'Dopo sessanta giorni senza una goccia d’acqua o quasi, nel delicato periodo delle semine, e il gelo disastroso di Aprile, con le colture arboree già in avanzata fase di allegagione'.
'Anche se le avversità atmosferiche a più riprese hanno colpito vaste aree del territorio regionale, e in quest’ultima circostanza intense grandinate si sono abbattute anche sul territorio di Parma, non c’è dubbio tuttavia - si legge nell'articolo - che in questa prima parte dell’anno ci sia stata da parte del cielo una predilezione quasi persecutoria per il territorio ferrarese.
Analoga precipitazione viene ricordata anche da diversi anziani dell'area di Cavezzo. Circa 50 anni fa, che distrusse i tetti delle abitazioni,capannoni e parti di mezzi agricoli in località Disvetro.
Le 'eccezionali' grandinate del giugno 1997 nella bassa
La cronaca descrisse un evento estremo con blocchi di grandine grandi come palle da tennis. Anticipato da eventi simili a quelli di oggi
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