Sul posto ci spiega le ragioni del movimento 40 giorni per la vita, Grazia Ruini e, di seguito, la lettera manifesto del movimento
Egregio direttore,
abbiamo sentito in questi giorni tanti giudizi gratuiti nei nostri confronti. Vogliamo rassicurare che noi non abbiamo nessun giudizio verso chi esprime tali giudizi. Vorremmo invece far sentire a tutti la misericordia di Dio: ce n’è tanto bisogno! Oggi ci sono tanti aborti perché c’è poco amore e tanto individualismo e disinteresse. Le donne incinte in una situazione difficile sono lasciate a loro stesse, e finiscono per abortire per la solitudine e l’indifferenza di chi è
intorno.
Siamo una società abortista che non accoglie i bambini, che obbliga le neomamme a scegliere tra lavoro e continuazione della gravidanza, che le priva dei sostegni di cui avrebbero bisogno, che non dà valore sociale alla maternità, che in tanti casi pone un obbligo sociale ad abortire (pensiamo ai genitori di bimbi prenatali con disabilità).
Per questo ci rivolgiamo con la nostra preghiera a Dio per chiedere che tutti, a partire da noi stessi, smettiamo di voltarci dall’altra parte, e diciamo, come don Milani, ‘I care!’, abbiamo a cuore ogni mamma o coppia in difficoltà e ci impegniamo a dare quello di cui hanno davvero bisogno.
Per tutte le mamme, che possano avere la valorizzazione ed i sostegni cui hanno diritto: il lavoro, la
casa, i documenti, la protezione.
Per tutte le persone (a partire dai compagni, mariti, genitori) che fanno violenza sulle donne spingendole, colpevolizzandole e ricattandole perché si sbarazzino del loro figlio, perché diventino difensori dei più indifesi.
Per le donne che hanno abortito, che possano trovare nell’abbraccio del Padre e nel suo perdono quella pace che fanno così fatica a trovare. Una di loro ha condiviso la sua storia con noi qualche giorno fa.
Per gli operatori sanitari che operano nei reparti di IVG, che vivono un grande disagio per tutto quello di cui sono testimoni, come ci hanno raccontato alcuni, perché si donino la gioia di non collaborare più a tutto questo.
E per questi bambini che vivono nel grembo materno, perché siano accolti. L’aborto fa cessare la vita di uno di noi, ormai lo sappiamo bene. Tutti siamo stati embrioni! Se siamo almeno un po’ contenti di essere nati, non dobbiamo cercare di dare a tutti la stessa opportunità e permettere a chi naviga verso la nascita di poter approdare?
Se ogni anno ci sono 600 bambini che a Modena sono abortiti è perché noi non facciamo abbastanza per accogliere, sostenere, valorizzare ogni mamma che vive una gravidanza problematica.
Per ricordare questa ingiustizia a tutti lo facciamo nel modo più mite possibile, con la preghiera, come altre minoranze emarginate nel corso della storia (basti pensare alle persone di colore negli USA negli anni 60).
Ci piacerebbe che prima di parlare di leggi e di ideologie parlassimo di cos’è l’aborto e che conseguenze ha. Anche insieme, se loro lo vogliono, a chi ci contesta pubblicamente.
Possiamo evitare che tutto questo continui.
Grazie per l'attenzione
Campagna “40 giorni per la vita” - Modena


