Articoli Società

Mascherine, allarme Adiconsum: grandi quantità di biossido di titanio

Mascherine, allarme Adiconsum: grandi quantità di biossido di titanio

L'associazione ha analizzato diversi lotti di mascherine sequestrate dalla Guardia di Finanzia di Padova perché prive di documentazione


1 minuto di lettura

Allarme da Adiconsum Veneto (qui il portale): l'associazione ha analizzato diversi lotti di mascherine sequestrate dalla Guardia di Finanzia di Padova perchè prive di documentazione e ha scoperto la presenza di grandi quantità di biossido di titanio, materiale che conferisce al prodotto una colorazione bianca e che ha proprietà assorbenti. Parliamo di una sostanza sulla quale vi sono diversi studi controversi: sul territorio francese infatti è stata recentemente vietata la commercializzazione degli alimenti contenenti biossido di titanio dopo che l’Agenzia francese per la sicurezza dell’alimentazione, data l’assenza di dati che consentano una valutazione certa del rischio, ha dato parere di limitare l’esposizione a questa sostanza favorendo l’impiego di alternative sicure.
'Tutti i prodotti hanno schede tecniche che ne determinano caratteristiche e provenienza - ha spiegato Valter Rigobon, segretario Adiconsum Veneto, a Tg3 Veneto -, invece con le mascherine non vi è assolutamente nulla: si va, si compra e si indossa nella incertezza che queste siano adeguate, va introdotta una scheda e va normata la presenza del biossido di titanio'.
'Siamo partiti con test di laboratorio che hanno certificato la presenza in grandi quantità di biossido di titanio - aggiunge Stefano Franceschetto, responsibile sicurezza prodotti Adiconsum Veneto -. Il consumatore deve essere informato'.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.