Un fenomeno, quello dell'esodo dei professionisti dal pubblico al privato, esploso nel post Covid, e che la politica a livello regionale e nazionale non ha, nei fatti, saputo adeguatamene affrontare e gestire.
A partire dal punto forse più importante di tutta la questione: la valorizzazione del personale. Che in Italia e in Regione continua a non esserci. O a non esserci come dovrebbe. Al punto da rischiare di trasformare i grandi contenitori della sanità pubblica, magari ristrutturati o creati ex novo nella corsa spesso disordinata ai fondi del PNRR, in scatole vuote. E di impoverire la sanità pubblica ed i suoi servizi nel punto fondamentale: i suoi professionisti. Che andrebbero valorizzati a partire da stipendi adeguati, e quantomeno in linea con gli stati europei.
Un elemento sottolineato nuovamente dal Direttore Generale dell'Azienda Opedaliera Universitaria di Modena Claudio Vagnini, da noi interpellato rispetto alla continua fuga dei medici e infermieri dalle strutture sanitarie ed ospedaliere pubbliche, con particolare riferimento dall'emergenza-urgenza che proprio per questo sta vivendo una delle fasi più drammatiche.
La risposta è netta: 'Medici ed infermieri sono sottopagati da decenni. Il privato inoltre garantisce situazioni dove non ci sono turni particolari'. In sostanza, condizioni migliori che giustificano l'approdo di un numer sempre più grande di professionisti in uscita dal sistema pubblico.
Gianni Galeotti


