Anche al recupero di questa percentuale, oltre ad azioni tese all'inclusione della popolazione Sinti e Rom residente nelle microaree che punterebbe il servizio garantito dalla società Open Group in funzione dell'appalto per un contratto biennale da 273mila euro di cui 250 finanziati direttamente dalla Fondazione di Modena.
L’istanza presentata dai Consiglieri PD sul nuovo affidamento del servizio chiedeva, “valutato il suo impatto positivo” del primo appalto di servizio affidato nei due anni prevedenti sempre a Open Group in via sperimentale, di conoscere l’esito della procedura di aggiudicazione, le condizioni e i contenuti della proposta selezionata, eventuali dati di dispersione scolastica dei minori, e le risorse dedicate al monitoraggio del progetto e le sue prospettive future.
“Soprattutto i buoni risultati ottenuti rispetto alla frequenza scolastica e alla fruizione dei servizi sanitari, ci spingono a proseguire i percorsi di inclusione e avvicinamento ai servizi avviati negli anni – ha chiarito l’assessora – dando continuità, anche attraverso questo servizio, alle attività di dialogo con le comunità e di riordino delle microaree in cui risiedono”.
Ma che cosa fa, o dovrebbe fare, materialmente, la società titolare dell'appalto?
'Scambio di informazioni da parte degli operatori coinvolti, conoscenza delle comunità, e poi gestione delle problematiche inerenti alle microaree in cui risiedono, sono alcune delle attività del progetto, che prevede pure assistenza alle famiglie nella costruzione condivisa di regolamenti, concessioni, patti e accordi finalizzati al buon uso e al rispetto delle aree di residenza.
Rispondendo, infine, sul monitoraggio del servizio e sulle sue prospettive future, Pinelli ha spiegato che è il personale del settore Servizi sociali, sanitari e per l’integrazione del Comune a occuparsi del mantenimento e del monitoraggio degli interventi, al fine di dare continuità e potenziare le azioni sull’asse della formazione, dell’istruzione e soprattutto dell’abitare, dove permangono in alcune microaree situazioni gestionali critiche.
Dopo aver chiesto la trasformazione in interpellanza, Elisa Rossini (Fratelli d’Italia) è intervenuta sul tema della dispersione scolastica: “Sono due anni che chiedo a Ufficio scolastico provinciale e Giunta i dati degli abbandoni scolastici a Modena, e mi è stato risposto che i dati non ci sono: invece oggi l’assessora ha dato esattamente i dati di ciò che io vorrei sapere anche sul resto della popolazione”. Rossini, quindi, ha affermato di voler presentare una nuova interrogazione 'per capire come mai non è possibile avere un dato complessivo: è importante,infatti, che la questione emerga nella sua interezza'.
Vittorio Reggiani (Pd) ha espresso soddisfazione per il rinnovamento di un “progetto complesso che ci permetterà di vedere anche in maniera diversa queste comunità e le parti di città in cui risiedono”. Il consigliere, infatti, ha specificato che il miglioramento qualitativo del servizio potenzierà la strada per una convivenza civile, “rendendo questi cittadini sempre più partecipi della vita cittadina”. Infine, Reggiani ha sottolineato l'importanza del lavoro della cooperativa sui minori: “La scuola è uno dei maggiori presidi di inclusione e di conoscenza reciproca che aiuta ad abbattere le differenze e le diffidenze”.


