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Modena, polizia locale in bici: 14 daspo urbani nei parchi

Modena, polizia locale in bici: 14 daspo urbani nei parchi

Prima di essere assegnati al servizio in bici, gli operatori avevano svolto un percorso di addestramento e formazione concluso con un esame teorico e pratico


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Quattrocentoventuno posti auto per invalidi controllati, 313 veicoli sottoposti a verifica e 55 sanzioni, tra cui 14 “daspo urbani”. Sono i principali numeri dei pattugliamenti in bici della Polizia locale di Modena che anche quest’anno, continuando un’attività avviata negli anni scorsi, hanno affiancato con uno specifico presidio, sviluppato appunto sulle due ruote, le consuete azioni di controllo del territorio cittadino svolte dal Comando di via Galilei. Da giugno a ottobre, infatti, sono stati effettuati 56 servizi in bicicletta.

I pattugliamenti ciclo-montati si sono concentrati soprattutto sul centro storico e sui parchi cittadini, ovvero nei luoghi maggiormente frequentati durante la stagione estiva, dove per gli agenti, in sella a city e mountain bike, è possibile spostarsi in modo agevole negli spazi aperti, muovendosi facilmente sul reticolo delle piste ciclabili e non solo. La mappatura dei sopralluoghi anche quest’anno ha risposto alle specifiche esigenze delle zone della città e alle situazioni critiche segnalate dai cittadini; una ventina, in tutto, sono stati gli operatori impegnati nel servizio, facilmente riconoscibili grazie alla divisa. Ovvero polo blu della Polizia locale, calzoncini corti e caschetto; oltre, naturalmente, alla normale dotazione per la difesa personale e alla radio che li collega alla sala operativa.

Le 55 sanzioni hanno riguardato soprattutto illeciti nell’ambito delle norme previste dal Codice della Strada, come per esempio il parcheggio non autorizzato di auto sugli stalli riservati a persone con disabilità.
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I controlli hanno comportato inoltre 14 provvedimenti di “daspo urbano”, misura amministrativa con cui possono essere sanzionati, in base al Regolamento comunale di polizia urbana, fenomeni di degrado in cosiddette “aree sensibili” della città. Il provvedimento prevede, in particolare, l’allontanamento per 48 ore dalla zona in cui è avvenuto l’episodio contestato. Le violazioni hanno riguardato situazioni di bivacchi nei parchi, ma anche alcuni casi di questua, esercizio della prostituzione e ubriachezza molesta.

Obiettivo delle azioni di controllo in bici, intitolate “Servizio in bicicletta – visibilità e operatività capillare”, è garantire maggiore presenza in centro storico e nelle aree pubbliche (come appunto i parchi), assicurando quindi un ulteriore presidio delle zone più frequentate e contrastando comportamenti che recano danno alla collettività e all’ambiente.

Prima di essere assegnati al servizio in bici, gli operatori avevano svolto un percorso di addestramento e formazione concluso con un esame teorico e pratico.
Il corso, basato su aspetti tecnici legati alle due ruote e su procedure operative, è stato svolto direttamente all’interno di alcuni parchi di Modena.

Nel 2022, tra giugno e settembre, erano stati effettuati 46 servizi, durante i quali erano stati controllati 203 veicoli e 136 persone, oltre a 256 stalli invalidi: 95, in tutto, le violazioni riscontrate; quattro i “daspo urbani”.
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