Il cronoprogramma dei lavori, annunciato nel 2020 in occasione dell'affidamento e dell'avvio del cantiere, diviso in due parti (la prima per la struttura da 1,5 milioni di euro e la seconda per finiture e impianti), doveva concludersi, per la prima parte, nel corso di un anno, nell'estate 2021, mentre la seconda, relativa ad impianti e finiture, da poco più di 800.000 euro (appaltata con un ribasso di poco superiore al 4% ad un raggruppamento temporaneo di imprese bolognese) nell'anno successivo. Ma in questa ultima fase iniziano le problematiche e le richieste di rinvio rispetto alla conclusione del lavori. Il cronoprogramma si allunga a piccoli passi.
Nel gennaio 2023 viene chiesta e concessa proroga del termine di ultimazione dei lavori di novanta giorni. Alla scadenza dei quali, nel marzo, ne viene chiesta e concessa un'altra di 90 giorni. Al termine dei quali, e siamo già arrivati a luglio, il Responsabile del Procedimento del Comune concede una ulteriore proroga del termine di ultimazione dei lavori di giorni 50 giorni. Non ancora sufficienti, considerato che l'11 agosto scorso, su richiesta della ditta capofila dei lavori di riqualificazione degli impianti, viene concessa una ulteriore proroga nella scadenza prevista per il completamento di 20 giorni. Fatto sta che passato anche agosto i lavori non sono ancora conclusi, e sindaco e giunta, nonostante siano già state avviate le procedure del bando per l'affidamento della gestione della struttura, non possono fare altro che fare un sopralluogo, chiamando TV e giornalisti non per visionare un cantiere finito ma che testualmente 'si avvia a ultimazione'.
Il progetto, una volta finito
Il progetto di riqualificazione del Palamolza, che non comporta un aumento della superficie complessiva, riguarda principalmente il padiglione B della struttura, sul lato del Novisad, demolito e ricostruito in modo da ospitare un campo da pallamano che rispetti gli standard regolamentari per la serie A1 e le partite internazionali e quindi di 20 metri per 40 (dagli attuali 19 metri per 40) con una fascia di out di un metro sui lati lunghi e di due metri su quelli corti.
I lavori hanno riguardato anche il tetto, costruito con travi in legno a elementi curvi con un raggio di 30 metri.
La storica struttura sportiva del Palamolza era utilizzata complessivamente per oltre tremila ore all’anno come palestra a servizio degli istituti scolastici del centro cittadino e come sede degli allenamenti e delle gare della squadra modenese di pallamano, che milita in serie A1, e delle discipline rotellistiche. Ospita inoltre gli allenamenti di calcetto, boxe e sollevamento pesi, ed è sede di supporto logistico per molti eventi, sportivi e non, che si svolgono in città.
Gianni Galeotti



