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Per i Medici di base torna il 'reddito' da vaccinazione Covid: remunerati per ogni dose somministrata

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Lo stabilisce la delibera della Regione che fissa obblighi, anche di informazione, consenso informato e anamnesi pre-vaccinale, e compensi fissi per ogni dose. Dai 13,20 euro per la base in ambulatorio ai 37,50 per quella a domicilio a pazienti fragili e che non possono spostarsi. Vaccinazione dalla quale gli stessi medici che la praticano possono essere esentati


Per i Medici di base torna il 'reddito' da vaccinazione Covid: remunerati per ogni dose somministrata
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L’effettuazione della vaccinazione Covid, da parte dei medici di assistenza primaria è remunerata. Per ogni dose fatta. I prezzi (anche se in questo caso si tratta di costi della Regione che compensa i medici di base per ogni dose di vaccino anti-covid somministrata), riprendono quelli già applicati per la vaccinazione covid autunnale dello scorso anno. Si va dai 13,20 euro di base (che viene specificato come riconoscimento di fatto degli oneri sostenuti dai medici di base in termini di gestione dei vaccini e della vaccinazioni negli ambulatori), ai 25/30 euro ai quali va aggiunta una quota regionale di 7,50 euro per ogni paziente che ha difficoltà di trasporto e spostamento, vaccinato al proprio domicilio. 

Il tutto contenuto nella delibera della giunta della Regione Emilia-Romagna con con la quale si approva la convenzione stipulata tra la Regione stessa e le organizzazioni sindacali dei Medici di Medicina generale, specificamente per la campagna autunnale di vaccinazione, con riferimento specifico a quella Covid, con inizio il 16 ottobre.

Delibera che formalizza di fatto non solo una remunerazione riconosciuta per ogni dose fatta ma un principio di correlazione tra un entrate economica per il professionista che aumenta se aumenta la quantità di dosi di vaccino Covid da lui somministrate.

Ma la delibera della Regione presenta, in premessa, altri punti che meritano un approfondimento. Anche rispetto alla figura stessa del medico di base chiamato a compartecipare alla campagna vaccinale Covid. Leggiamo: '....è necessario sottolineare la centralità del ruolo del medico di medicina generale, soprattutto per quelle fasce di popolazione che potrebbero presentare bassi livelli di adesione in mancanza di una corretta informazione garantita dal medico di medicina generale cui lo lega il rapporto fiduciario'. Ovvero il Medico di Medicina generale appare come figura centrale per compensare quelle carenze di cui a livello di informazione sui vaccini sarebbero responsabili gli stessi medici di base. 

Altro aspetto particolare riportato nella delibera, nel merito della tipologia dei vaccini Covid, è il seguente: 'Verificato che fra i diversi vaccini resi disponibili allo stato attuale dal Ministero della Salute alcuni presentano
modalità di utilizzo e di conservazione che rendono più complesso l’utilizzo nell’ambito della Medicina Generale, mentre altri, già autorizzati o che hanno avviato il loro percorso di autorizzazione, presentano un profilo che potrebbe rendere più fattibile il loro utilizzo in tale ambito; Preso atto che allo stato attuale i vaccini anti-COVID-19 che potranno essere somministrati nella fase autunnale dovranno presentare caratteristiche tali, in relazione alle modalità di conservazione e di utilizzo, da permettere un utilizzo nell’ambito della Medicina Generale'

Da qui si evince che ci sono vaccini diversi, anche rispetto alle modalità di utilizzo e di conservazione, più compatibili di altri rispetto alla gestione e somministrazione a livello ambulatoriale. Ma non è specificato quali siano i vaccini che saranno utilizzati in tali contesti. Senza considerare l'ipotesi, posta nero su bianco in delibera ma crediamo non percorribile, di somministrare vaccini che hanno avviato (e quindi non concluso), il loro percorso di autorizzazione. 

Altri punti interessanti (e in parte da chiarire) riguardano il consenso informato e gli obblighi sia da parte delle Ausl che dei Medici di Medicina Generale: L'Ausl ha l'obbligo di pubblicare sul proprio sito web istituzionali (l'Ausl li ha pubblicati oggi) i moduli del consenso informato della vaccinazione Covid, mentre spetta ai Medici di Medicina Generale raccogliere il consenso ai sensi della Circolare ministeriale prot. n.0005079/09-02-2021-DGPRE-DGPRE-P, nello specifico per quanto riguarda la vaccinazione anti SARS-CoV-2/COVID-19, la manifestazione di consenso sottoscritto in occasione della somministrazione della prima dose è valida per tutto il ciclo vaccinale, comprensivo delle dosi successive che pertanto non è necessario richiederla nuovamente.

Altro punto a cui i medici che somministrano la vaccinazione covid presso il proprio ambulatorio o presso il domicilio dei pazienti devono attenersi, è il seguente: 'Garantire la valutazione sulle condizioni cliniche del vaccinando in merito ad eventuali modificazioni dello stato di salute e/o di patologia intercorse dopo la
somministrazione della prima dose. Resta inteso che, in caso di prima somministrazione, occorre raccogliere il consenso e l’anamnesi prevaccinale'

Non è chiaro se l'anamnesi pre-vaccinale sia la stessa frutto dell'autochiarazione del paziente stesso o una svolta direttamente dal medico sulla base della storia sanitaria del paziente stesso, anche rispetto alle eventuali precedenti vaccinazioni covid. 

Ultimo punto, capace anche lo scorso anno di suscitare interrogativi, è quello relativo alla possibilità concessa ai medici di medicina generale e vaccinatori di non essere a loro volta vaccinati. Perchè esenti per motivi di salute o per altre motivazioni. Un elemento che cozzerebbe con il principio di base, ribadito anche nella premessa della stessa delibera in cui si richiamano indirizzi di nazionali, secondo cui la vaccinazione rappresenta lo strumento più efficace per ridurre la diffusione di COVID-19 nella popolazione, così come per proteggere il singolo individuo
dall'insorgere di complicazioni anche gravi'

Se tale principio valesse a 360 gradi allora su cosa si basa il presupposto che consente ai medici non vaccinati (e quindi teoricamente meno protetti e più a rischio di contagio), di entrare in continuo e quotidiano contatto con pazienti e soggetti anche fragili da vaccinare? 

Gianni Galeotti

Redazione Pressa
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La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, ..   Continua >>


 
 
 
 

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