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Piscine Dogali: salvagente del Comune da 900 mila euro l'anno

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Dopo la chiusura dell'impianto da parte del gestore per i costi delle bollette, il Comune sarà garante dei pagamenti. Giovedì in Consiglio Comunale la variazione di bilancio


Piscine Dogali: salvagente del Comune da 900 mila euro l'anno
Le piscine Dogali di Modena stanno diventando un pozzo senza fondo per le casse pubbliche. Nei mesi scorsi, per fare fronte ai costi di gestione il Comune aveva a più riprese elargito risorse, ma ciò non è bastato ad evitare la chiusura dell'impianto, da parte del gestore, che nelle scorse settimane aveva annunciato lo stop alla attività per il rischio di non potere sostenere il costo delle bollette. Ed ora la riapertura sembra vincolata solo alla possibilità del Comune di contribuire con altre risorse e soprattutto di farsi garante delle eventuali inadempienze del gestore. 

In conseguenza, la riapertura delle piscine Dogali di Modena, almeno per ciò che riguarda la vasca da 25 metri e quella per i bambini, che, come annunciato dalla società di gestione, potrebbe essere decisa dall’assemblea dei soci in programma in questi giorni, ha un passaggio fondamentale nella variazione di bilancio che il Consiglio comunale discute nella seduta di giovedì 6 ottobre.

Uno dei punti della manovra finanziaria, infatti, riguarda la presa in carico degli impianti termici ed elettrici della piscina da parte del Comune, nell’ambito del contratto con la società Ase di Hera spa, consentendo a Dogali Ssd di uscire dall’accordo con il precedente gestore.

L’aumento dei costi energetici aveva portato la società che ha la concessione per la gestione della piscina a chiudere completamente l’impianto nel timore di non riuscire a far fronte alle spese per le bollette. Dopo questo passaggio, sarà il Comune a farsi carico del pagamento diretto delle utenze, come avviene per tutti gli edifici che rientrano nel contratto con Ase, per poi venire rimborsato puntualmente da Dogali Ssd che dovrà comunque garantire la sostenibilità della gestione.

“I costi, quindi, rimangono a carico del concessionario, come è previsto dal contratto, ma con la garanzia del Comune – precisa Grazia Baracchi, assessora allo Sport – e tempi più dilatati per i pagamenti: senza rischi, quindi, di vedersi tagliare la corrente da un giorno all’altro”.

Nell’ambito della variazione di bilancio, i valori economici dell’operazione sono stati indicati ipotizzando un funzionamento dell’impianto a regime, nella sua completezza, e tenendo conto dell’attuale andamento dei costi del gas e dell’energia elettrica. Nella manovra finanziaria, quindi, sono stati previsti 450 mila euro per il completamento del 2022, un milione e 130 mila euro per il prossimo anno e 915 mila euro per il 2024.

Qualora la riapertura sia solo parziale, concentrandosi sulle strutture a maggiore valenza sociale (vasca da 25 metri, bambini e portatori di disabilità), i costi effettivi saranno ovviamente minori, ma intanto è stato necessario prevedere gli accantonamenti del Fondo crediti di dubbia esigibilità per una cifra complessiva di quasi 900 mila euro sui tre anni.

“Abbiamo lavorato per consentire una riapertura graduale delle Dogali – aggiunge l’assessora Baracchi – mettendo la società nelle condizioni di poter valutare la decisione di riprendere l’attività. L’emergenza energetica non sta risparmiando nessuno e le piscine, che hanno bisogno di molta energia per funzionare, stanno chiudendo in tutta Italia e in Europa. Servono provvedimenti nazionali a sostegno del settore se vogliamo continuare a garantire un servizio importante per famiglie e atleti: lo sport ha una profonda valenza sociale, non può diventare un bene di lusso”.

Alle Dogali sono stati avviati da tempo, comunque, interventi la riqualificazione energetica dell’impianto. Proprio sulla vasca da 25 metri sono stati realizzati lavori per 250 mila euro, mentre ha ottenuto i finanziamenti del Pnrr per un milione e 400 mila un progetto che consentirà di ridurre i consumi di oltre 600 mila KWh all’anno. Con Dogali Sss, inoltre, è stata portata a termine anche l’operazione di revisione del Piano economico finanziario (Pef) per garantire una gestione più equilibrata della struttura. “Analoga operazione sul Pef – precisa Baracchi - in corso anche con i gestori delle Pergolesi, l’altra piscina comunale della città. Nel frattempo, stiamo lavorando per individuare e mettere a disposizione delle società sportive e delle famiglie spazi d’acqua in altri impianti: si tratta di un percorso che deve svolgersi in maniera coordinata in modo da garantire l’equilibrio economico ed equità nelle assegnazioni”.


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