Dotarsi di una seconda console chirurgica ha infatti un duplice scopo: contribuisce a rendere la formazione dei giovani chirurghi più veloce e allo stesso tempo incrementa la sicurezza per il paziente durante il training. Grazie, infatti, ad una configurazione assimilabile a quella di un’auto per la scuola guida, il chirurgo in formazione esegue l’intervento accanto al chirurgo più esperto, che può controllarne i movimenti ed in qualunque momento assumerne completamente i comandi. La console donata è inoltre dotata di un simulatore che consente ai giovani chirurghi di allenarsi prima degli interventi ed affinare le proprie competenze tecniche. Il fundraising coordinato da Modena ARTS Foundation ha visto la collaborazione dell’imprenditoria di Modena, Reggio Emilia e Parma con le aziende Transmec, Interacciai, Montecchi spa, FinMasi, Trancerie Emiliane, Imal Group, Sfem Italia, Navy Group.
Nata nel 2021 da un progetto promosso da Di Benedetto e dal collega Di Sandro, insieme con personalità dell’imprenditoria modenese come Emilio Mazzoli, la Fondazione ARTS ha lo scopo di sostenere i progetti di ricerca e formazione in sinergia con l’Università e l’AOU di Modena. La Chirurgia Oncologica, Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato del Policlinico ha una tradizione consolidata di adozione della tecnica robotica nell’ambito della chirurgia addominale e della trapiantologia. In quasi un decennio di attività sono 540 gli interventi eseguiti con approccio robotico, ed in particolare nell’ultimo anno sono stati eseguiti i primi 10 casi in Europa di prelievo di emifegato da donatore vivente a scopo di trapianto con tecnologia robotica. Questa grande esperienza maturata nel centro di Modena richiede tuttavia strumenti adatti alla diffusione delle competenze e all’insegnamento.



