Articoli Società

Policlinico Modena, una rosa rossa per riaccogliere i medici sospesi

Policlinico Modena, una rosa rossa per riaccogliere i medici sospesi

Una rosa capace - almeno per qualche ora - di sanare la divisione tra un mondo di medici e sanitari di serie A e un ghetto di medici e sanitari di serie B


1 minuto di lettura

'Questo fiore è per voi tutti, sanitari sospesi, veri guerrieri di luce. Che l'universo di renda merito. Vi vogliamo bene'. E' questo il cartello a commento di una splendida rosa rossa, appesa da una mano anonima questa mattina sulla porta dell'Ingresso 1 del Policlinico di Modena, riservato ai dipendenti. Fuori dalle polemiche e dalle proteste ideologiche di chi avrebbe voluto prolungare la 'punizione' sino a fine anno, fuori dalle discriminazioni che ancora questi sanitari dovranno subire una volta rientrati al lavoro, c'è ancora chi - anche a Modena - mette al primo posto la dignità di chi ha fatto scelte sanitarie difformi dalla maggioranza. Le scuse, probabilmente, non arriveranno mai per il dolore inferto a medici, lavoratori, famiglie attraverso l'orrore del green pass, ma piccoli segni di speranza permettono un sorriso in più dopo la decisione del Governo Meloni di rendere immediato il reintegno. Dopo poche ore il fiore appeso sulla porta di ingresso del Policlinico è stato rimosso da un'altra mano, altrettanto anonima. Ma questo nulla toglie alla delicatezza del gesto e di quella rosa rossa. Una rosa capace - almeno per qualche ora - di sanare la divisione tra un mondo di medici e sanitari di serie A e un ghetto di medici e sanitari di serie B, mettendo di nuovo tutti, senza etichette o medaglie, sullo stesso piano.
g.leo.

Foto dell'autore

La Pressa è un quotidiano on-line indipendente fondato da Cinzia Franchini, Gianni Galeotti e Giuseppe Leonelli. Propone approfondimenti, inchieste e commenti sulla situazione politica, sociale ed ec...   

La Pressa
Logo LaPressa.it
Spazio ADV dedicata a Udicon

Da anni Lapressa.it offre una informazione indipendente ai lettori, senza nessun finanziamento pubblico. La pubblicità copre parte dei costi, ma non basta. Per questo chiediamo a chi quotidianamente ci segue di concederci un contributo. Anche un piccolo sostegno, moltiplicato per le decine di migliaia di lettori, è fondamentale.

Articoli Correlati