Per lui il complesso conventuale di San Cataldo e della Madonna del Murazzo, oggetto di una procedura di acquisto da parte di Porta Aperta, appartiene alla città e ai modenesi che per generazioni lo hanno frequentato. 'Padre Romano, il frate francescano amato dai Modenesi - afferma Giovanardi - ha lottato una vita perché il Convento nel suo complesso rimanesse luogo di spiritualità e religiosità dei modenesi e per i nuovi modenesi provenienti da tutto il mondo. Questa opera di accoglienza è ora egregiamente svolta dai Padri Giuseppini del Murialdo (Sacro Cuore) che hanno reso ancora più confortevoli gli spazi interni e i cortili con sala conferenze e refettorio disponibili ai gruppi di preghiera o alle varie associazioni( boy-scout etc)'.
Una dimensione che per Giovanardi si sarebbe persa con l'utilizzo di una parte del complesso alle funzioni e alle attività di Porta Aperta, e del suo centro di accoglienza per stranieri. Al punto che Giovanardi auspicherebbe un ribaltamento della prospettiva. Con Porta Aperta che invece di epandersi inglobando l'intero complesso, dovrebbe trasferire altrove le proprie attività.
'L’unico dato certo in questi anni era che i modenesi dovevano andare a trovare i loro cari defunti con la scorta. Era assodato che Porta Aperta dovesse svolgere altrove la propria benemerita attività. Ora gli spazi attualmente occupati da Porta Aperta potrebbero tornare alla originaria funzione, quella di alloggio per studenti con difficoltà economiche. Comunque il convento non è dei Frati minori, della Curia o di Porta Aperta ma dei modenesi che per generazioni lo hanno frequentato. Penso che prima di ogni decisione si debbano interpellare i cittadini modenesi'.


