Di seguito il testo della lettera inviata al Direttore dell’ufficio scolastico regionale dell’Emilia Romagna, al Presidente della Regione Emilia Romagna, Presidente della Provincia di Modena, Sindaco di Modena, Ministro dell’Istruzione, Dirigenti scolastici delle scuole secondarie di secondo grado di Modena.
Siamo i Comitati di Genitori degli Istituti comprensivi IC1 Cavour, IC4 G. Ferraris, IC5 scuole medie Carducci, IC7 Guidotti, IC9 scuole medie S.Carlo, IC10 Marconi di Modena e dell’Istituto comprensivo di Nonantola che chiede il vostro urgente impegno per risolvere l’emergenza che vivono i nostri figli, ormai da qualche anno, e determinata dalla lesione del diritto all’istruzione e alla formazione, sino al completamento della scuola dell’obbligo.
Istruirsi e formarsi non è solo un diritto riconosciuto e tutelato dalla Costituzione, tra i diritti inviolabili per la persona (art. 34), e dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo e del Cittadino (art. 26 secondo il quale “ogni individuo ha diritto alla istruzione) ma è anche un obbligo perché contribuisce, in spirito di solidarietà, al “progresso sociale della società”.
L’istruzione si configura come un servizio pubblico sociale a fruizione individuale coattiva, pertanto il diritto all’istruzione comporta la necessità di assicurare alla persona un percorso di conoscenza che le consenta di formarsi, di crescere, di affrancarsi dai retaggi sociali e al contempo di integrarsi e contribuire attivamente al benessere della società.
Il sistema scolastico è laboratorio sociale permanente e sede di formazione di futura società.
La futura società sono i nostri figli.
La richiesta di iscrizione alle prime classi della scuola secondaria di secondo grado rappresenta, pertanto, il primo passo per la realizzazione del diritto umano inalienabile a sviluppare la propria identità personale e la propria personalità professionale per ogni studente che si affaccia, dopo il ciclo delle scuole medie, in una realtà già direzionata al suo futuro,
La formazione delle prime classi, pertanto, dovrebbe rappresentare per le istituzioni pubbliche scolastiche il primo passo verso la realizzazione concreta del diritto allo studio. Allora, nel rivolgerci con la presente a chi ha il dovere istituzionale di tutelare tale diritto allo studio dei nostri figli, anche attraverso la rete scolastica, sentiamo noi genitori il dovere di richiedere che tale diritto sia effettivamente promosso, difeso e agito affinché i principi costituzionali a cui le istituzioni pubbliche sono necessariamente votate si traducano in misure e azioni specifiche.
Non è nostro compito operare sul piano della effettività, ma è nostro diritto e nostro dovere esigere riconoscimento e valorizzazione dei talenti, delle attitudini e delle aspirazioni dei nostri figli, tramite lo studio nella scuola pubblica. E le istituzioni scolastiche hanno l’obbligo di rendere effettiva la facoltà di scelta del corso di studi più confacente alle attitudini e aspirazioni del minore.
Invitiamo, pertanto, voi istituzioni scolastiche ad avvalervi di tutti gli strumenti di pianificazione strategica, proprio come le aziende, per reperire le risorse logistiche ed economiche funzionali a garantire e tutelare il diritto allo studio.
La presente nostra richiesta emerge in un contesto emergenziale nel quale si consolida una lesione del diritto allo studio, quando voi istituzioni pubbliche adottate criteri di selezione che impediscono l’ingresso nelle scuole secondarie, a cui invece aspirano i nostri figli. I cosìdetti criteri di precedenza, che dovrebbero essere ispirati ai criteri di ragionevolezza (ovvero congruità ed equità) impediscono di fatto il diritto a quel determinato percorso di istruzione e formazione a cui i nostri figli ambiscono.
I criteri, così come lo strumento del consiglio orientativo, dovrebbero essere esclusivamente principi ispiratori a supporto delle scelte dello studente. Ma la realtà non è questa. Il diritto inalienabile all’istruzione e alla formazione è drammaticamente violato e i nostri figli si trovano nella grave difficoltà a non essere accettati nella specificità dei loro talenti e delle loro inclinazioni.
Che società futura sarà questa, se noi non facciamo in modo che la loro identità fiorisca nello studio e nella formazione, per essere poi donata al mondo?
Richiediamo, pertanto, urgentemente, un incontro in presenza con la partecipazione di tutte le parti istituzionali e non.


